Gestire le imprese familiari grazie ad una holding

di Vito Verna Commenta

Una buona percentuale delle più importanti Piccole e Medie Imprese italiane sarebbe a diretto controllo familiare e trarrebbe enormi benefici dal venir controllata da una holding.

Gestire le imprese familiari grazie ad una holding

Una buona, per non dire ottima, percentuale delle più importanti Piccole e Medie Imprese italiane, ovverosia una buona percentuale di tutte le imprese almeno in grado di superare i 50 milioni di euro di fatturato annuo, sarebbe a diretto controllo familiare e, stando a quanto avrebbero in questi ultimi mesi potuto appurare gli esperti dell’Università Commerciale Luigi Bocconi e della società attiva nel settore dei servizi alla imprese Ernst&Young (in assoluto una delle più importanti, conosciute, famose e professionali società di revisione contabile al mondo), trarrebbe enormi benefici, per lo meno in termini di aumento sia della redditività che della flessibilità e della reattività della propria gestione finanziaria, dal venir controllata da una holding.

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I dati analizzati dalla su indicazioni economico-finanziarie, messi a disposizione, tra le altre cose, dall‘Osservatorio Associazione Italiana delle Aziende Familiari, UniCredit, Bocconi (ovverosia il famoso Osservatorio AUB), non lascerebbero davvero dubbi in merito alla questione se è vero, com’è vero, che dal 2006 al 2009 il RoE (ovverosia il Return of Equity o, in italiano, il Ritorno sull’Investimento Azionario) delle aziende familiari controllate da una holding è aumentato del 5,4% rispetto al RoE di una qualsiasi altra tipologia di impresa a conduzione familiare che, nella maggior parte dei casi, si sarebbe arrestato sul 4,5.

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Migliora, grazie ad un’holding, anche la capacità di rimborso del debito delle Piccole e Medie Imprese italiane a conduzione familiare giacché, come rilevato dagli esperti di Ernst&Young, il rapporto Pfn/Ebitda di queste ultime si sarebbe a fine 2009 assestato a 6,6 contro il 5,6 delle altre simili aziende non governate, però, da una holding.

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Affinché il successo sia assicurato, avrebbero però specificato gli analisti dell’Università Commerciale Luigi Bocconi, la holding dovrebbe sia garantire un’adeguata flessibilità gestionale alle controllate, in questo modo in grado di adattarsi, velocemente ed efficacemente, alle più differenti situazioni economico-finanziarie nazionali ed internazionali, sia prevedere una catena di controllo estremamente corta costituita, nella più prolifica delle ipotesi, da un solo livello di controllo.

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