Visto di conformità, nuove istruzioni

di Giuseppe Aymerich Commenta

La circolare 57/2009 dell’Agenzia delle Entrate ritorna sul tema del visto di conformità da apporre sulla futura dichiarazione IVA..

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La circolare 57/2009 dell’Agenzia delle Entrate ritorna sul tema del visto di conformità da apporre sulla futura dichiarazione IVA, indispensabile per compensare in F24 eventuali crediti superiori a quindicimila euro.

Contemporaneamente è stato varata la nuova bozza della dichiarazione IVA: è la terza versione, presumibilmente quella definitiva. Non a caso sono state rilasciate anche le istruzioni per la compilazione, che in genere sono il segnale che altre variazioni non vi saranno.


I tempi sono ormai stretti, d’altronde, poiché secondo le nuove norme coloro che vanteranno un credito superiore a diecimila euro potranno (o forse è più corretto dire: dovranno) presentare tale dichiarazione slegandola da UNICO già a partire da febbraio, passaggio inderogabile prima di eseguire compensazioni.

Le nuove istruzioni, che si affiancano a quelle già diffuse poche settimane fa, hanno chiarito alcuni punti oscuri ma hanno lasciato in sospeso ancora qualche perplessità.

In particolare, la circolare ha spiegato quali soggetti possono apporre il visto (previa istanza alla Direzione Regionale delle Entrate e la sottoscrizione di una polizza assicurativa): gli iscritti agli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro, un’altra figura particolare di consulenti (coloro che, dotati di laurea in economia o giurisprudenza, erano iscritti al 30/09/1993 alla Camera di Commercio come consulenti tributari, prima che cambiasse la legislazione vigente fino a quel giorno), i responsabili dei CAF-imprese e, per gli enti soggetti a controllo contabile, il responsabile del controllo (collegio sindacale o altro organo).


Sono quindi esclusi gli altri soggetti (tributaristi, consulenti generici ecc.), che dunque possono spedire la dichiarazione tramite Entratel ma non apporre il visto.

L’aspetto più atteso, comunque, è dato dai chiarimenti sui controlli che i professionisti devono compiere prima di apporre il visto, su cui torneremo nel prossimo articolo.

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