Una nuova ondata di cartelle pazze

di Giuseppe Aymerich Commenta

Di tanto in tanto la notizia torna a farsi viva fra le pagine dei giornali: il concessionario della riscossione, per motivi misteriosi..

logo di equitalia spa

Di tanto in tanto la notizia torna a farsi viva fra le pagine dei giornali: il concessionario della riscossione, per motivi misteriosi, inizia ad inviare pacchi interi di cartelle di pagamento con richieste di pagamento assolutamente assurde. Si tratta delle famose “cartelle pazze”, di cui in effetti non si sentiva più parlare da qualche anno.

Ma la nuova società pubblica incaricata di gestire la riscossione dei tributi erariali, Equitalia, non è riuscita ad evitare la stessa inquietante sequenza di errori dei suoi predecessori nell’incarico.


Lo sa bene un operaio di Reggio Emilia, che si è visto recapitare pochi giorni fa l’astronomica richiesta di 309 miliardi di euro, tanto quanto basterebbe per abbattere di un buon 15% il nostro debito pubblico. Da questo punto di vista può quasi tirare un sospiro di sollievo il veterinario del piccolo centro di Arceto di Scandiano, che si è visto richiedere “appena” 900 milioni.

Ma come questi due sfortunati concittadini, anche altri quattro o cinquemila contribuenti dell’Emilia Romagna hanno ricevuto o stanno per ricevere ingiustificate cartelle di pagamento partorite da chissà quale bug dei sistemi informatici della locale sede di Equitalia, sia pure per importi minori.

Naturalmente, il problema è risolvibile in maniera molto facile: ai contribuenti interessati sarà sufficiente avvicinarsi agli sportelli di Equitalia e chiedere l’annullamento (o, come minimo, la rettifica) delle cartelle ricevute.


Ma intanto le associazioni dei consumatori e dei contribuenti sono scese sul sentiero di guerra. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha preannunciato la probabile presentazione di una class-action per richiedere il pagamento dei danni per lo shock che gli sventurati concittadini hanno subito nel leggere le incredibili richieste dell’Erario.

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