Tutti i difetti del redditometro 2012

di Vito Verna Commenta

Dal punto di vista tecnico, invece, i problemi riguarderebbero l'importanza percentuale della singola voce di spesa sul totale delle spese complessivamente inserite nel redditometro (queste ultime sarebbero 100 e sarebbero state suddivise dal legislatore in 7 differenti macro-aree di riferimento).

Sono ancora moltissimi i nodi da scogliere in merito al redditometro 2012 – 2013 che, nonostante fosse previsto per giugno 2012, sarebbe attualmente ancora in fase sperimentale e, stando a quanto dichiarato da Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate del Ministero dell’Economia e del Tesoro, potrebbe non essere attivo prima della fine di ottobre 2012.

GIUSTIFICAZIONE SPESE ECCEDENTI IL REDDITO

La versione 2012 – 2013 del redditometro, inoltre, dovrebbe prevedere l’implementazione di una sorta di redditometro fai-da-te, da affiancarsi a quello ufficialmente utilizzato dal Fisco, grazie al quale tutte le famiglie italiane avranno l’opportunità di verificare e di stimare il proprio reddito presunto, derivante, per l’appunto, dalle più differenti voci inserite all’interno del redditometro, così da poterlo confrontare con quanto effettivamente dichiarato grazie alla dichiarazione dei redditi.

ACCERTAMENTO FISCALE PER REDDITOMETRO

I problemi, a tal proposito, sono ancora molti e di carattere sia tecnico che etico.

SANZIONI SPESOMETRO PER RITARDO O ERRORI NELLA COMUNICAZIONE

Dal punto di vista etico, a titolo puramente esemplificativo, Maurizio Lupi, deputato del Popolo della Libertà nonché vice-presidente della Camera dei Deputati, avrebbe consigliato prudenza dichiarando che le spese relative e necessaria all’educazione, a qualunque cifra esse ammontino, non dovrebbero venir inserite nel redditometro o, comunque, non dovrebbero essere utilizzate quale una spia di una reale, concreta e consistente ricchezza non adeguatamente dichiarata.

Dal punto di vista tecnico, invece, i problemi riguarderebbero l’importanza percentuale della singola voce di spesa sul totale delle spese complessivamente inserite nel redditometro (queste ultime sarebbero 100 e sarebbero state suddivise dal legislatore in 7 differenti macro-aree di riferimento).

La domanda, sostanzialmente, è questa: come valutare l’acquisto del medesimo oggetto da parte delle più differenti tipologie di contribuenti individuate dal legislatore (ricordiamo al lettore, a tal proposito, che il legislatore avrebbe individuato 55 gruppi omogenei, 11 tipologie famigliari e 5 aree geografiche)?

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