Tasso interesse ravvedimento in calo

di Giuseppe Aymerich Commenta

Per tutta una serie di ipotesi, la legge fa riferimento al “tasso d’interesse legale”..

Per tutta una serie di ipotesi, la legge fa riferimento al “tasso d’interesse legale”: si tratta di un’aliquota percentuale sulla base della quale maturano gli interessi su un debito non saldato, e si contrappone al “tasso d’interesse convenzionale” che è fissato liberamente dalle parti interessate (purché non si superino i livelli dell’usura).

L’articolo 1284 del codice civile attribuisce al ministro delle Finanze il compito di determinare il saggio d’interesse legale, aggiornandolo periodicamente sulla base del tasso d’inflazione e del rendimento dei titoli di Stato; e poiché questo tasso di riferimento, oggigiorno, è molto basso come effetto diretto della recessione in corso, anche il ministero ha dovuto prenderne atto.


Dopo un biennio in cui il tasso è rimasto al 3%, infatti, dal primo gennaio 2010 avremo un calo, anzi un taglio drastico. Dal mese prossimo, infatti, il tasso d’interesse legale scenderà all’1%.

Come accennato, sono tanti i campi in cui questa decisione comporta conseguenze. Fra questi, vi è il ravvedimento operoso: la procedura con cui un contribuente in ritardo con i pagamenti d’imposta può nella maggioranza dei casi rimettere le cose in regola. Fra le somme da versare, infatti, il contribuente deve aggiungere gli interessi maturati giornalmente sul debito d’imposta, calcolati proprio sulla base dell’interesse legale.


Questo significa, per esempio, che su ogni 1.000 euro di debito, dal 2010 matureranno ogni giorno 0,0273973 euro di interessi (1.000*1%*1/365) e, in un anno, 10 euro: importi, come si vede, irrisori.

Ma non è solo il tasso d’interesse legale ad essere stato recentemente rivisto al ribasso: ricordiamo, fra gli altri, gli interessi da rateazione di saldo e primo acconto di imposta sui redditi e IRAP, ridotto dal 6% al 4%, nonché il tasso d’interesse sulle somme iscritte a ruolo, ridotto dall’8,4% al 6,8358%.

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