Tassazione fondi comuni di investimento

di Stefania Russo Commenta

Per quanto riguarda i fondi italiani e quelli storici lussemburghesi, la riforma è entrata in vigore già dal 1° luglio scorso. In particolare è previsto uno slittamento del momento di applicazione...

Con la circolare 33/E del 15 luglio l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito al nuovo sistema di tassazione dei fondi comuni d’investimento mobiliare italiani ed equiparati introdotto lo scorso anno con il decreto legge 225/2010.

Per quanto riguarda i fondi italiani e quelli storici lussemburghesi, la riforma è entrata in vigore già dal 1° luglio scorso. In particolare è previsto uno slittamento del momento di applicazione della tassazione dal momento in cui questa viene maturata in capo al fondo a quello in cui i proventi vengono effettivamente percepiti dai partecipanti e in cui avviene il disinvestimento delle quote o azioni possedute.


In altre parole, quindi, a partire dal 1° luglio scorso sul risultato maturato dalla gestione del fondo non è più dovuta l’imposta sostitutiva del 12,50% in quanto il prelievo è a carico dei partecipanti e riguarda la fase in cui questi percepiscono i proventi.

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L’Agenzia delle Entrate ha fornito dei chiarimenti anche in merito ai fondi destinatari di questa riforma, in particolare essa è rivolta agli Oicr (organismi di investimento collettivo del risparmio) con sede in Italia, esclusi i fondi immobiliari, nonchè quelli che si trovano in Lussemburgo e che sono già stati autorizzati al collocamento nel territorio italiano. Più nel dettaglio la riforma riguarda gli organismi italiani che possono investire in strumenti finanziari quotati e non in un mercato regolamentato, depositi bancari di denaro, crediti e titoli rappresentativi e, infine, altri beni diversi dagli immobili in riferimento ai quali esiste un mercato e che hanno un valore determinabile con certezza almeno ogni semestre.

Nell’ambito di questo sistema ad operare la ritenuta è l’intermediario collocatore, eccetto il caso in cui le quote sono immesse in un sistema di deposito accentrato gestito da una società autorizzata, in quanto in questo caso la ritenuta deve essere effettuata dall’intermediario residente presso cui sono depositate.

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