Taglio dell’acconto IRPEF

di Giuseppe Aymerich Commenta

Come largamente previsto, il Governo ha deciso un taglio sugli acconti da versare entro il 30 novembre; la sorpresa riguarda però i contribuenti interessati..

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Come largamente previsto, il Governo ha deciso un taglio sugli acconti da versare entro il 30 novembre; la sorpresa riguarda però i contribuenti interessati.

La misura, infatti, riguarda soltanto l’imposta sui redditi ed esclusivamente per i soggetti IRPEF. Del tutto esclusi, dunque, i soggetti IRES e, soprattutto, nessuno sconto è previsto in materia di IRAP, a dispetto delle voci che si erano rincorse nelle settimane scorse.


Il taglio consiste nella drastica riduzione dell’acconto da versare complessivamente nel corso del 2009: dall’ordinario 99% della differenza fra l’imposta dovuta e le detrazioni fruite nell’anno precedente (in altre parole, l’ammontare del rigo RN31 dell’ultimo modello UNICO), si passa alla percentuale del 79%. E poiché il 40% dell’acconto (calcolato secondo le norme ordinarie) era già stato versato a giugno, la quota mancante da versare entro la fine di questo mese risulta ora ridimensionato significativamente.


Una misura simile era stata adottata anche l’anno scorso, ma solo a favore delle società di capitali e per appena tre punti percentuali; per di più, quel vecchio taglio era soggetto a mille dubbi, perché in un primo momento pareva che lo si sarebbe comunque dovuto versare a dicembre, poi a marzo e infine a giugno. Questa volta, invece, non ci sono dubbi: la quota d’acconto non versata sarà eventualmente dovuta solo in compagnia del saldo nella prossima primavera.

Coloro che avessero già versato l’acconto, potranno ugualmente beneficiare del taglio: l’importo corrispondente sarà restituito sotto forma di credito d’imposta compensabile in F24.

Ma chi saranno i beneficiati? Le stime individuano i principali destinatari dell’agevolazione nelle ditte individuali e nei soci di società di persone, poiché i liberi professionisti sono tassati principalmente tramite ritenuta e che i dipendenti e pensionati non versano acconti, a meno che non dispongano di altri redditi, ad esempio da locazione.

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