Strane agevolazioni sugli acconti

di Giuseppe Commenta

Non c’è bisogno di essere esperti in materia per rendersi conto di quanto singolare e arzigogolata sia stata la..

pagamento degli acconti

Non c’è bisogno di essere esperti in materia per rendersi conto di quanto singolare e arzigogolata sia stata la misura prevista nel decreto anti-crisi e inerente gli acconti.

Già da settimane si riteneva utile per gli italiani ridurre la portata degli acconti in scadenza il primo dicembre, tenendo conto dell’attuale difficoltà finanziaria che colpisce un po’ tutti; ma passavano le settimane e la scadenza si avvicinava, facendo presagire che non se ne sarebbe fatto nulla.
Invece alla fine l’agevolazione è arrivata: ma la sua formulazione è così bizzarra che fa sorgere diversi interrogativi sulla sua utilità.


Innanzitutto, per la data: il decreto è stato varato venerdì 28 novembre, quando ormai la gran parte degli italiani aveva già provveduto.

In secondo luogo, si è scelto di favorire solo le società di capitali e gli altri soggetti assimilati: esclusi dunque, imprenditori individuali, società di persone, liberi professionisti e tutti i privati cittadini.
In terzo luogo, la riduzione concerne solo l’IRES e l’IRAP (nessuna riduzione sui pesanti contributi INPS, dunque), e in quarto luogo l’entità della misura è a dir poco modesta: l’acconto complessivo annuo per entrambe le imposte scende al 97% del debito d’imposta del 2007, dal 100% che era. Tranne per i grandi contribuenti, dunque, per la maggior parte dei beneficiati si tratta di pochi spiccioli.


Ma non solo: coloro che hanno già versato gli acconti (in attesa di un’agevolazione che non arrivava mai), potranno vantare uno specialissimo credito d’imposta per l’eccedenza versata rispetto al famigerato 97%, per lo più, come detto, pari a pochi spiccioli.

E come se non bastasse, la legge prevede che questa somma risparmiata sarà comunque da versare entro il 31 dicembre; si ritiene però che questa parte sarà abrogata nei passaggi parlamentari, o sarebbe davvero una beffa clamorosa.

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