Spese deducibili professionisti con partita Iva

di Stefania Russo 4

I professionisti titolari di partita Iva hanno la possibilità di dedurre diverse tipologie di spese sostenute nel corso del periodo di riferimento...

I professionisti titolari di partita Iva hanno la possibilità di dedurre diverse tipologie di spese sostenute nel corso del periodo di riferimento. A tal fine è bene conoscere prima quelle utili in tal senso, in modo tale da adoperarsi in tempo per chiedere e conservare la fattura o altro tipo di ricevuta che provi l’avvenuto acquisto del bene o del servizio.

Risulta quasi impossibile fornire un elenco esaustivo di tutte le spese per le quali il fisco concede uno sconto, tuttavia è possibile stilare un elenco delle spese più frequenti che vengono portate in deduzione dai professionisti titolari di partita Iva.


Tra queste figura in prima linea la deducibilità delle spese sostenute per l’immobile utilizzato per lo svolgimento della propria attività. A riguardo, in particolare, se si tratta dell’acquisto di un ufficio la deduzione avverrà attraverso quote di ammortamento annuali sull’immobile, mentre in caso di affitto dell’ufficio sarà deducibile tutto il costo sostenuto. In caso di destinazione della propria casa all’attività lavorativa (si pensi ad esempio ad un medico, ad un fotografo o ad commercialista) è possibile ipotizzare un regime di deduzione del costo nella misura forfettaria del 50% delle spese sostenute per l’acquisto, l’affitto o i costi di gestione dell’immobile.

[LEGGI] SPESE DEDUCIBILI E DETRAIBILI

Per quanto riguarda i beni mobili, con esclusione dei costi per l’acquisto delle materie prime, è invece prevista la possibilità di portarli in deduzione, sempre che vengano rispettati i principi ed i requisiti relativi alla inerenza, al sostenimento e alla documentabilità.

In merito ai prodotti tecnologici, tra cui figurano in prima linea i costi sostenuti per l’acquisto o per il leasing di telefoni cellulari e computer, possono essere dedotti per l’80%, mentre le spese di vitto e alloggio possono essere dedotte al 75% del loro ammontare, purchè il totale delle spese sostenute nell’anno non sia maggiore del 2% dei compensi percepiti nell’anno di imposta. Tali spese saranno invece deducibili al 100% se la fattura è intestata al cliente cliente, che provvede a rimborsare la spesa sostenuta, oppure se tale spesa viene riaddebitata al professionista. Sono inoltre deducibili al 50% le spese sostenute le l’aggiornamento professionale.

Commenti (4)

  1. L’impresa ha la sede legale nell’abitazione del titolare, l’abitazione è in affitto e vi vive tutta la famiglia, si possono detrarre delle spese nella misura forfettaria del 50% o non si può recuperare nulla?

    Grazie

  2. Sono una libera professionista (consulente marketing) e per lavoro devo sostenere spese di pernottamento presso o per conto dei miei clienti in tutt’Italia e persino all’estero. Ritengo assurda, nel mondo di oggi l’impossibilità di dedurre questa spesa se non per il 2% del fatturato. Come assurda è la detraibilità del 50% nella formazione, quando questa è di vitale importanza per i liberi professionisti come me. Nel 2010 ho sostenuto costi di pernottamenti e pasti per 5.000€ e 2.000€ in formazione, e ne ho potuto detrarne una parte irrisoria. Questo sistema disincentiva il lavoro delle persone operose e al passo coi tempi. A chi posso rivolgermi per portare avanti una causa per togliere questo tetto massimo di spesa o per sapere quale profilo mi possa permettere di dedurlo? (al di là di farlo pagare ai clienti). Grazie

  3. sono molto interessata a conoscere le risposte delle domande poste da Valkiro e Diletta. sarebbe possibile conoscerle? grazie

  4. Anch’io sono molto interessato. Spendo veramente una cifra per aggiornarmi. E’ una vergogna che non venga incentivato, anzi

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