Ritorno Iva sui rifiuti, annullati rimborsi Tia

di Stefania Russo 1

Il dibattito relativo pagamento dell'Iva sulla Tia (Tariffa igiene ambientale) sembrerebbe giunto al capolinea dal momento che il dipartimento..

Il dibattito relativo pagamento dell’Iva sulla Tia (Tariffa igiene ambientale) sembrerebbe giunto al capolinea dal momento che il dipartimento delle Finanze ha diffuso una circolare attraverso la quale chiarisce che l’imposta è dovuta. La decisione, tuttavia, ha provocato il disappunto dei consumatori e delle relative associazioni, che hanno già annunciato una mobilitazione per opporsi a questa decisione.

Tutto ha avuto inizio circa un anno fa, quando la Corte Costituzionale attraverso una sua sentenza aveva definito la Tia un tributo e non un corrispettivo per un servizio reso, motivo per il quale l’Iva non poteva essere applicata.


A seguito di questa sentenza, dunque, sono partite le richieste di rimborso da parte dei consumatori, fino a quando la manovra correttiva contenuta nella Finanziaria dello scorso maggio ha stabilito per legge che la Tia è una tariffa e non un tributo, e che quindi l’Iva deve essere pagata.

Il dilemma sembrerebbe risolto se non fosse che il decreto si riferiva alla nuova Tia, ossia quella prevista dal Codice dell’Ambiente ma in relazione alla quale non c’è ancora stato alcun regolamento attuativo, e non alla Tia a cui si è precedentemente riferita la Corte Costituzionale.

Da qui l’intervento del dipartimento delle Finanze e della sua circolare, che ha assimilato le due forme di Tia spiegando che in realtà si tratta della stessa cosa, quindi l’Iva deve essere pagata in entrambi i casi. Le associazioni dei consumatori, tuttavia, non la pensano così in quanto sostengono che una semplice circolare non ha forza di legge, per cui i cittadini possono continuare a richiedere i rimborsi.

Allo stesso tempo, tuttavia, se verrà confermata la validità della circolare del dipartimento delle Finanza, sarà l’Agenzia delle Entrate a poter chiedere un rimborso per evasione fiscale sulle fatture emesse dai comuni che hanno eliminato l’Iva troppo velocemente.

Commenti (1)

  1. Che vergogna. La stessa cosa che succede quando i consorzi di gestione rifiuti obbligano a pagare lo “svuotamento virtuale” dei cassonetti e su questo “svuotamento virtuale” (che di fatto costituisce un balzello) ti fanno pagare l’IVA.
    Viviamo in uno Stato in cui, per decreto, un tributo diventa un servizio, si “assimilano” fattispecie diverse, si fanno pagare le tasse sulle tasse e si sprecano i denari pubblici. Scrivo per disperazione. Tanto, a che serve?

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