Risparmio energetico, ancora pochi mesi per la detrazione

di Giuseppe Aymerich Commenta

La più “pesante” agevolazione fiscale prevista oggi dal nostro ordinamento riguarda i lavori di riqualificazione energetica degli edifici..

La più “pesante” agevolazione fiscale prevista oggi dal nostro ordinamento riguarda i lavori di riqualificazione energetica degli edifici: si applica, infatti, una detrazione IRPEF pari al 55% dei costi sostenuti, entro tetti massimi differenziati secondo la tipologia di lavori ma comunque molto alti.

Allo stato attuale, però, la legge prevede l’agevolazione delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2010, ed è un vero rebus il quesito se vi sarà una proroga oppure no.


L’ex ministro Claudio Scajola, interpellato poco prima delle sue dimissioni, non aveva escluso alcuna possibilità. In verità, sul tema si scontrano motivi “pro” e “contro” molto importanti.

Sul lato del “pro” va segnalato il successo enorme che la procedura ha avuto. Si stima che, nel primo triennio di vigenza del bonus (2007-09), siano stati spesi circa otto miliardi di euro in lavori di risparmio o riqualificazione energetica, di cui oltre il 60% concentrato in quattro Regioni italiane: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Il successo, però, ha riguardato l’intero territorio nazionale e, soprattutto al Sud, ha consentito di far emergere vaste fette di economie sommerse e di lavoro nero.

Sul lato del “contro”, invece, va riconosciuto il pesante onere per le casse dello Stato (più volte il ministro Tremonti ha ventilato un restringimento del rubinetto) nonché le difficoltà per l’ENEA, incaricato del compito, di vigilare sulla totalità delle opere per garantire la positività dei risultati: esiste, cioè, il diffuso timore che molte opere non siano affatto state eseguite a regola d’arte.


Qualora il benefit non venisse confermato, i lavori di riqualificazione energetica rientreranno nel più ampio alveo delle opere di ristrutturazione edilizia, per cui è previsto un bonus comunque vantaggioso ma minore (36% entro i 48.000 euro annui) e una procedura meno complessa per l’aggiudicazione.

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