Rimborsi fiscali e scadenze tasse a confronto

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Lo Stato per ragioni di cassa non deve far aspettare anni ai cittadini nel vedersi accreditati i rimborsi.

Salvo proroghe di natura straordinaria, di norma per Decreto, il Fisco in materia di pagamento delle tasse non ammette ritardi; basta infatti un solo giorno di ritardo per cui scattano in automatico interessi e sanzioni da pagare. Invece quando si tratta di rimborsi fiscali lo Stato italiano nel restituire il dovuto ai contribuenti se la prende comoda, molto comoda.

E’ questa, in estrema sintesi, la fotografia di Contribuenti.it, Associazione Contribuenti Italiani, in accordo con una nuova indagine che è stata commissionata a KRLS Network of Business Ethics. Nel complesso, quindi, quando si tratta di rimborsare lo Stato si dimostra essere ad oggi ancora una volta un pagatore tardivo.



ACCREDITO RIMBORSI FISCALI SU CONTO CORRENTE

Secondo il Presidente di Contribuenti.it, Vittorio Carlomagno, lo Stato per ragioni di cassa non deve far aspettare anni ai cittadini nel vedersi accreditati i rimborsi; a tal fine sarebbe necessario che ogni anno le risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale venissero totalmente “girate” ai contribuenti onesti erogando i rimborsi.

TRUFFA FALSE LETTERE E FALSI FUNZIONARI AGENZIA DELLE ENTRATE

Non a caso l’indagine di KRLS Network of Business Ethics rileva come l’Italia tra i Paesi più industrializzati, e comunque su scala europea, non sia solo primatista in quanto ad imponibile evaso, ma anche per la lentezza della macchina dei rimborsi. Questa lentezza, tra l’altro, alimenta periodicamente anche i tentativi di truffa da parte di persone che si spacciano per dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, e che cercano di rubare i dati sensibili dei contribuenti. In merito ricordiamo come il Fisco non chieda mai via posta elettronica, telefonicamente o porta a porta i dati sensibili dei contribuenti.

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