Riforma fiscale, la proposta dei commercialisti

di Stefania Russo Commenta

Chiamati a discutere sulla riforma fiscale, i commercialisti hanno detto la loro proponendo al governo una serie di misure volte a creare..

Chiamati a discutere sulla riforma fiscale, i commercialisti hanno detto la loro proponendo al governo una serie di misure volte a creare un regime fiscale più equo dal punto di vista della tassazione e più efficace dal punto di vista dell’evasione.

Il primo obiettivo da perseguire, secondo i commercialisti, deve essere quello di garantire delle norme certe che vadano a ripristinare la fiducia tra fisco e contribuenti. A tal fine, dunque, rappresenta un’ottima idea quella di elevare a rango costituzionale lo Statuto dei contribuenti, nonché quella di procedere alla creazione di un’autorità indipendente a cui affidare il compito di valutare l’impatto delle nuove norme fiscali.


Non devono poi mancare delle misure volte a combattere l’evasione fiscale. Tra queste, secondo i commercialisti, il redditometro rappresenta un’ottima soluzione, sempre che non venga trasformato in un semplice strumento analogo agli studi di settore utilizzato esclusivamente per misurare i consumi delle famiglie.

Per quanto riguarda la necessità di creare un sistema fiscale più equo, invece, i commercialisti propongono l’abolizione dell’Irap, soprattutto perché si tratta di un’imposta che a parità di reddito penalizza le imprese che hanno più lavoratori. Inoltre è necessario un riequilibrio tra imposizione sul lavoro e sulle rendite finanziarie, questo soprattutto per porre fine ad un sistema fiscale come quello attuale che, secondo i commercialisti, trasmette il seguente messaggio: “lavorare non conviene. E se proprio si deve lavorare conviene evadere“.

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