Richesta rimborso Agenzia delle Entrate

di Stefania Russo 1

Nel caso in cui il contribuente vanti un credito nei confronti dell'Agenzia delle Entrate, può chiederne il rimborso oltre che mediante...

Nel caso in cui il contribuente vanti un credito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate può chiederne il rimborso oltre che mediante la dichiarazione dei redditi, compilando il modello 730 o il modello Unico, anche mediante apposita domanda che deve essere redatta in carta semplice e presentata all’Ufficio delle Entrate territorialmente competente.

Tale domanda deve contenere l’indicazione dei dati del soggetto che chiede il rimborso e dei motivi per i quali viene avanzata la richiesta, inoltre dovrà necessariamente essere inoltrata entro il termine prestabilito, che è pari a 36 mesi per le imposte indirette e pari a 48 mesi per le imposte sui redditi, per i versamenti diretti, per le ritenute operate dal sostituto d’imposta e per le ritenute dirette operate dalla pubblica amministrazione.

COME PAGARE MENO TASSE

In caso di accoglimento della domanda, il rimborso spettante al contribuente sarà accreditato sul suo conto corrente, le cui coordinate bancarie dovranno essere indicate nella stessa domanda mediante la quale si richiede il rimborso. In caso di mancata indicazione dei dati relativi al conto corrente, il pagamento del rimborso spettante verrà effettuato in contanti presso un ufficio postale dopo che il contribuente avrà ricevuto apposito avviso da parte dell’Agenzia delle Entrate. Questo nel caso in cui la somma da rimborsare non sia superiore a 1.549,37 euro, compresi gli interessi.

COME CHIUDERE UN CONTENZIOSO FISCALE PENDENTE

Per gli importi superiori a 1.549,37 euro e fino a 51.645,69 euro, sempre comprensivi di interessi, il contribuente riceverà una lettera da parte dell’Agenzia delle Entrate e mediante la quale sarà invitato a comunicare le coordinate del proprio conto corrente, nel caso in cui il contribuente non dovesse effettuare tale comunicazione il pagamento avverrà mediante vaglia emesso dalla Banca d’Italia. Per importi superiori a 51.645,69 euro, infine, la restituzione avviene esclusivamente tramite accredito su conto corrente bancario o postale, per cui se il contribuente non comunica le coordinate bancarie non riceverà il rimborso.

In caso di mancato accoglimento della domanda, il contribuente può presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni. Nel caso in cui il contribuente non dovesse invece ricevere alcuna risposta, la domanda di rimborso deve ritenersi respinta in virtù dell’istituto del silenzio-rifiuto. In quest’ultimo caso il ricorso presso la Commissione tributaria può essere presentato dopo che siano trascorsi 90 giorni dalla presentazione della domanda ed entro i successivi dieci anni.

Commenti (1)

  1. la ag.entrate mi ha richiesto ilpagamento della irpef anno2000 erroneamente tramite equitalia .io ho pagato ratealmente fino al2010 devo fare domanda di rimborso quati mesi ho per la decadenza’

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