Revocabilità cedolare secca

di Stefania Russo Commenta

A partire da quest'anno i proprietari di immobili concessi in affitto potranno scegliere di optare per la cosiddetta cedolare secca, ossia una tassazione...

A partire da quest’anno i proprietari di immobili concessi in affitto potranno scegliere di optare per la cosiddetta cedolare secca, ossia una tassazione del canone di locazione al 21%, che scende al 19% nel caso in cui i contratti di locazione siano a canone concordato, e che sostituisce l’Irpef, le addizionali comunali e regionali, le imposte di registro e le imposte di bollo sul contratto di locazione.

Nel caso in cui il proprietario dell’immobile scelga di optare per la cedolare secca, la decisione vale anche per gli anni successivi, in forza di una sorta di silenzio-assenso.


Tuttavia, nel caso in cui ad un certo punto il proprietario dell’immobile voglia tornare indietro e non optare più per la cedolare secca potrà farlo semplicemente comunicando al fisco la sua decisione.

Per quanto riguarda i termini, la prima scelta coincide con i termini previsti per la registrazione del contratto, mentre nel caso di un contratto già in essere bisognerà far riferimento ai termini previsti per il rinnovo del contratto stesso.

Qualora il proprietario dell’immobile scelga di optare per la cedolare secca, ricordiamo, non potrà attuare un incremento del canone di affitto durante tutta la durata del contratto, in altre parole non potrà essere attuata la cosiddetta variazione Istat che consente di adeguare il canone di locazione al costo della vita. Il locatario, inoltre, ha l’obbligo di comunicare la sua scelta all’affittuario.

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