Ravvedimento operoso ritardato versamento Imposta Municipale Unica

di Vito Verna Commenta

Peccato, però, poiché questi ultimi, purtroppo, potrebbero improvvisamente ritrovarsi nella condizione di pagare multe e sanzioni, a dire il vero tutte parecchio sostanziose, per aver ritardato piuttosto che omesso il versamento dell'Imposta Municipale Unica.

Ravvedimento operoso ritardato versamento Imposta Municipale Unica

Moltissimi, come abbiamo avuto modo di verificare solamente ieri, sarebbero le piccole e medie imprese italiane che, per un motivo piuttosto che per l’altro, avrebbero deciso di non versare, né nelle casse dello Stato né in quelle dei Comuni, l’Imposta Municipale Unica che, come certamente saprete, avrebbe ormai da tempo sostituito la vecchia, e a detta gli esperti meno costosa, Imposta Comunale sugli Immobili.

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Ciò, purtroppo, sarebbe accaduto anche a causa di reali e concrete difficoltà economiche e finanziare che avrebbero letteralmente impedito ai titolari di moltissime imprese italiane di reperire i fondi necessari al pagamento della su indicata imposta.

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Peccato, però, poiché questi ultimi, purtroppo, potrebbero improvvisamente ritrovarsi nella condizione di pagare multe e sanzioni, a dire il vero tutte parecchio sostanziose, per aver ritardato piuttosto che omesso il versamento dell’Imposta Municipale Unica.

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Quanto potrebbero rischiare?

Lo scopriamo con la nostra breve, ma esaustiva e speriamo altresì utile, Guida al ravvedimento operoso in caso di ritardato versamento dell’Imposta Municipale Unica.

RAVVEDIMENTO OPEROSO RITARDATO VERSAMENTO IMPOSTA MUNICIPALE UNICA

Codesto provvedimento scatterebbe qualora il contribuente distratto si sia dimenticato di versare l’acconto di giugno 2012 sull’IMU entro lunedì 18 e, in particolar modo, prevederebbe:

– l’applicazione di una sanzione variabile, equivalente allo 0,2% dell’importo totalmente dovuto moltiplicata per ogni giorno di eventuale ritardo, nel caso in cui il contribuente provveda a regolarizzare la propria posizione entro e non oltre il 14esimo giorno dalla scadenza originariamente prevista

– l’applicazione di una sanzione fissa, equivalente al 3% dell’importo totalmente dovuto, nel caso in cui il ritardo nel pagamento si protragga entro e non oltre il 30esimo giorno dalla scadenza originariamente prevista

– l’applicazione di una sanzione fissa, equivalente al 3,75% dell’importo totalmente dovuto, nel caso in cui il contribuente provveda a regolarizzare la propria posizione entro e non oltre martedì 18 giugno 2013.

A queste sanzioni, naturalmente, andranno ad aggiungersi anche gli interessi di mora che il legislatore, ovverosia il Governo Monti, avrebbe previsto equivalenti, addirittura, al 2,5% per ogni eventuale giorno di ritardo.

Attenzione, comunque, alle soluzioni adottate dal proprio Comune poiché quest’ultimo, come forse saprete, avrebbe la facoltà di aumentare, in qualsiasi momento, l’entità degli interessi di mora.

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