Ravvedimento operoso mancata presentazione dichiarazione IMU

di Vito Verna Commenta

Sappiano, inoltre, che codesto ravvedimento operoso avrebbe valore non solamente in caso di ritardato od omesso pagamento bensì anche, e soprattutto, in caso di mancata presentazione dell'adeguata dichiarazione IMU.

Ravvedimento operoso mancata presentazione dichiarazione IMU

Le aziende italiane che non avrebbero versato l’acconto, relativo a giugno 2012, dell’Imposta Municipale Unica, ormai continuiamo a ripeterlo da alcuni giorni, sarebbero, secondo una recente inchieste condotta da Unimpresa e ABI – CENSIS, il 40%.

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Molte di queste, naturalmente, avrebbero in questo modo cercato di evadere il Fisco. Moltissime altre, alle quali va la nostra comprensione, non lo avrebbero versato poiché, a causa di concrete e reali difficoltà economiche, sarebbero letteralmente state impossibilitate a farlo.

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Queste ultime, in particolar modo, sappiano comunque che, entro 365 giorni, potrebbero provvedere, grazie a quella particolare pratica fiscale comunemente chiamata ravvedimento operoso, a regolarizzare la propria posizione fiscale così da non dover subire le tragiche conseguenze che naturalmente seguirebbero qualunque accertamento fiscale posto in essere dall’Agenzia delle Entrate piuttosto che dai singoli Comuni o dalle singole entità territoriali.

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Sappiano, inoltre, che codesto ravvedimento operoso avrebbe valore non solamente in caso di ritardato od omesso pagamento bensì anche, e soprattutto, in caso di mancata presentazione dell’adeguata dichiarazione IMU.

In particolar modo, stando a quanto avrebbe deciso a proprio tempo il legislatore, grazie all’ormai celeberrimo decreto Monti salva – Italia, chiunque abbia dimenticato di presentare la propria dichiarazione IMU potrà effettuare il succitato ravvedimento operoso entro e non oltre il 90esimo giorno a partire dalla scadenza inizialmente prevista.

Così facendo, dunque, si vedrà comminare una sanzione ridotta, equivalente al 3% dell’importo totalmente ed inizialmente dovuto, al quale dovranno naturalmente aggiungersi gli interessi di mora, relativi ai singoli giorni di ritardo accumulati dal contribuente distratto, equivalenti al 2,5% stando a quanto stabilito dal legislatore ma che, purtroppo, i singoli Comuni potranno decidere di aumentare a proprio piacimento

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