Problemi rimborso Iva per metano

di Stefania Russo Commenta

La decisione di eliminare la disparità di trattamento in relazione all'aliquota da applicare tra coloro che abitano in condomini con impianti..

La decisione di eliminare la disparità di trattamento in relazione all’aliquota da applicare tra coloro che abitano in condomini con impianti di riscaldamento centralizzati e quelli che invece abitano in condomini con impianti di riscaldamento autonomi rischia di creare non pochi problemi in relazione alla possibilità di ottenere il rimborso Iva relativo agli anni passati.

La norma, in particolare, prevede l’Iva agevolata al 10% sul gas metano a uso riscaldamento fino al tetto massimo di 480 metri cubi annui, mentre sopra questo limite i consumi sono tassati con l’aliquota ordinaria del 20%.


Per far si che anche alle persone che abitano in condomini con impianti centralizzati venga applicata l’aliquota più bassa, dunque, bisogna moltiplicare il valore di 480 metri cubi per il numero di appartamenti.

Gli amministratori dei condomini chiamati a richiedere il rimborso, tuttavia, hanno sollevato un problema. La disposizione, infatti, prevede che il numero degli appartamenti conteggiati al fine della determinazione del tetto massimo dei metri cubi devono essere determinati “al netto delle unità immobiliari che fruiscano contemporaneamente di un impianto autonomo di somministrazione metano“.


Una frese che, secondo l’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali (Anaci) rischia di essere interpretata in maniera restrittiva, in quanto normalmente le unità abitative ad uso residenziale usufruiscono di una fornitura ad uso cottura ed acqua calda, circostanza che secondo alcuni gestori comporta la presenza di due impianti, requisito che andrebbe ad escluderle. Di conseguenza, quindi, il calcolo per la restituzione Iva riguarderebbe solo le unità immobiliari a uso non abitativo, che in genere non dispongono di utenza gas. A questo poi bisogna aggiungere il fatto che i consumi medi per uso cucina e acqua calda sono variabili e quindi i conteggi si complicano ulteriormente dal momento che l’amministratore non dispone di informazioni relative ai consumi delle singole utenze individuali.

Per questo motivo, dunque, è stato richiesto un intervento da parte delle Agenzie delle Entrate al fine di chiarire questi dettagli controversi e consentire di avviare con maggiore rapidità le procedure di rimborso.

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