Perdite fiscali per le imprese minori e per i professionisti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Fino al periodo di imposta 2005, norme molto differenti da quelle descritte per le società e le ditte individuali che seguono gli obblighi della..

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Fino al periodo di imposta 2005, norme molto differenti da quelle descritte per le società e le ditte individuali che seguono gli obblighi della contabilità ordinaria erano invece previste per gli imprenditori in regime di contabilità semplificata e per i lavoratori autonomi.

Per loro, infatti, era stabilito l’esatto contrario: le loro perdite non erano rinviabili al futuro, ma in compenso potevano essere usate a coprire eventuali altri redditi dell’anno. Ovviamente, chi non vantava altri redditi o li possedeva in misura ridotta, era quindi svantaggiato; il vantaggio andava invece a chi possedeva altri redditi, che poteva veder crollare la tassazione di quell’anno.


Nel 2006 e nel 2007, invece, è stata stabilita una regola differente, uguale a quella prevista per le imprese in contabilità ordinaria.
A partire dal 2008, invece, si è ritornati alla normativa previgente. Ci si è dunque chiesti da molte parti che sorte avrebbero avuto le perdite maturate nel 2006-07 e non ancora sfruttate, in assenza di indicazioni precise da parte del legislatore.


A quest’importante quesito hanno risposto le istruzioni al Modello UNICO, che hanno stabilito che per le perdite del 2006-07 continueranno ad applicarsi le norme ormai abrogate: si potranno quindi rinviare al futuro fino al 2012 (o senza limiti temporali, se si è nei primi tre esercizi) per compensarle con redditi di uguale natura maturati nel 2008 o che matureranno in futuro.

È quindi esclusa l’altra ipotesi ventilata, cioè di sommarle algebricamente agli altri redditi del 2008 e chiudere per sempre la loro partita.
Le perdite di questi contribuenti, dunque, saranno da suddividere negli anni a venire in due categorie con regole opposte: quelle del 2006-07 da un lato e quelle dal 2008 in poi dall’altro.

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