Otto per mille allo Stato, gara per la ripartizione

di Giuseppe Aymerich Commenta

I contribuenti IRPEF possono scegliere a chi attribuire lo 0,8% del gettito della loro imposta sui redditi (il famoso “otto per mille”)..

I contribuenti IRPEF possono scegliere a chi attribuire lo 0,8% del gettito della loro imposta sui redditi (il famoso “otto per mille”). La scelta è espressa in dichiarazione, barrando una delle sette caselle a disposizione: si può optare per lo Stato, per la Chiesa cattolica, per quattro chiese protestanti oppure per l’unione delle comunità ebraiche italiane.

O, ancora, si può decidere di non barrare alcuna casella, e in questo caso il proprio otto per mille è attribuito agli stessi beneficiari (eccetto due chiese protestanti minori), in proporzione alle scelte espresse.


Cosa avviene della quota di gettito che, per scelta o per mancata scelta, è attribuito allo Stato? Viene assegnata agli enti pubblici e agli enti privati senza scopo di lucro per iniziative che perseguano determinati scopi indicati dalla legge.

Gli scopi in questione rientrano in quattro tipologie: lotta alla fame nel mondo; prevenzione delle calamità naturali o ripristino delle aree danneggiate; assistenza ai rifugiati in Italia; conservazione dei beni di interesse culturale, storico, artistico, scientifico o etnografico.

Per quanto riguarda gli enti pubblici, deve trattarsi di iniziative straordinarie, estranee alla normale attività programmata e finanziata.
Ogni anno viene bandita una sorta di gara fra tutti gli enti potenzialmente interessati, perché presentino i propri progetti al fine di accedere alla ripartizione. Per il 2010, la gara si conclude il 15 marzo: entro quella data, gli enti interessati devono inviare l’istanza di attribuzione dei fondi insieme al proprio progetto di utilizzo all’ufficio istituito appositamente presso la Presidenza del Consiglio.


Dopo un lungo iter di esame delle domande, nel mese di novembre è pubblicato il decreto di ripartizione delle risorse. Gli enti beneficiari sono tenuti a redigere e inviare successivamente alcuni documenti che consentano di monitorare le iniziative finanziate

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