Oneri detraibili: chiarimenti dall’Agenzia

di Giuseppe Aymerich Commenta

La circolare n. 21/2010 dell’Agenzia delle Entrate ha fornito numerose risposte relative ad una miscellanea di argomenti..

Accanto alle numerose precisazioni in tema di mobili ed elettrodomestici, ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica, la circolare 21/2010 dell’Agenzia delle Entrate ha fornito numerose risposte relative ad una miscellanea di argomenti.

In tema di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, la soglia massima di 250 euro di spesa è il massimo complessivo per abbonamento. Ciò significa che se due genitori spendono 400 euro per il loro figlio a carico, non potranno comunque dichiarare spese superiori a 125 euro a testa.


Il sub-affitto non è fra le ipotesi contemplate a proposito della speciale detrazione per gli affitti a favore degli studenti universitari fuori sede: in questo caso, dunque, non si ha diritto all’agevolazione.
Chi stipula un mutuo per l’acquisto per la prima casa, potrà continuare a detrarre gli interessi passivi anche se, per motivi di lavoro, dovesse trasferirsi temporaneamente altrove.

I medicinali omeopatici rientrano fra le spese sanitarie che fruiscono della detrazione del 19% qualora, sulla fattura o sullo “scontrino parlante”, è presente il nome commerciale del farmaco o il suo codice identificativo. Quante alle prestazioni chiropratiche, la spesa è agevolabile se il servizio è eseguito in un centro autorizzato a tali pratiche e sotto la responsabilità di un medico specializzato.


Una serie di chiarimenti, infine, a proposito dei diversi benefici fiscali riconosciuti ai portatori di handicap (per cui si è ribadita la necessarietà dell’indennità di accompagnamento).

Per coloro che soffrono di disabilità psichica, è sufficiente l’accertamento compiuto dalla commissione medica che ha attestato l’invalidità, purché sia esplicitata la gravità della situazione; discorso analogo anche per chi soffre di problemi di deambulazione tali da non potersi muovere autonomamente. Quanto agli affetti da sindrome di Down, occorre un’attestazione della patologia fornita dal proprio medico di base.

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