Nuovo regime partita Iva contribuenti minimi

di Stefania Russo 1

Il Decreto Legge n. 98 del 2011 prevede all'art. 27 due novità che andranno a colpire la quasi totalità dei contribuenti minimi. La prima riguarda...

Il Decreto Legge n. 98 del 2011 prevede all’art. 27 due novità che andranno a colpire la quasi totalità dei contribuenti minimi. La prima riguarda l’eliminazione della possibilità di ottenere l’esonero Iva sulle cessioni e prestazioni, mentre la seconda prevede il cumulo del guadagno annuo nell’Irpef e l’applicazione di un’aliquota marginale al posto della cosiddetta aliquota sostitutiva.

La normativa attualmente vigente, ricordiamo, prevede per i titolari di partita Iva e per i lavoratori autonomi che incassano meno di 30.000 euro all’anno la possibilità di usufruire di una tassazione forfettaria del 20% comprensiva dell’Irpef e dei tributi locali e che elimina sia Iva che Irap.


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La nuova disciplina prevede invece una tassazione forfettaria del 5%, tuttavia secondo le stime dell’Acta (Associazione del terziario avanzato) questa modifica comporterà per i titolari di partita Iva che guadagnano tra i 20 e i 30 mila euro un prelievo maggiore compreso tra il 6% e il 9%, in quanto occorrerà pagare le addizionali Irpef locali e gli studi di settore, inoltre tali soggetti dovranno poi far pagare l’Iva ai clienti.

Il nuovo regime fiscale riguarderà esclusivamente i soggetti che hanno aperto la partita Iva dal 2008 in poi ed entrerà in vigore a partire dal 2012, per cui i contribuenti interessati da questa modifica non saranno chiamati ad anticipare alcun adempimento nel corso del 2011.

La modifica al sistema attualmente in vigore rientra nell’ambito degli interventi considerati necessari al fine di combattere l’evasione fiscale e nell’ambito dei quali rientra anche la decisione dell’esecutivo di procedere alla cancellazione delle partite Iva inattive da tre anni.

Commenti (1)

  1. Da cosa si evince che l’art. 27 del decreto legge 98/2011 dispone che i soggetti che vogliano usufruire del regime agevolato dovranno pagare le addizionali Irpef locali e gli studi di settore, e che dovranno far pagare l’Iva ai clienti, come riportato nell’articolo di Stefania Russo?

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