Mobili e ristrutturazioni: chiarimenti dall’Agenzia

di Giuseppe Aymerich Commenta

Con la circolare n. 21/2010, l’Agenzia delle Entrate ha risposto a numerosi quesiti esposti dagli operatori sul tema degli oneri deducibili e detraibili..

Con la circolare n. 21/2010, l’Agenzia delle Entrate ha risposto a numerosi quesiti esposti dagli operatori sul tema degli oneri deducibili e detraibili: le risposte, che toccano molti argomenti differenti, offrono importanti precisazioni in vista della dichiarazione dei redditi. Vediamo gli aspetti più interessanti.


Alcuni chiarimenti intervengono sul tema della detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nel 2009 (20% da ripartire in cinque anni) destinati ad arredare le case ristrutturate.

È stato infatti precisato che: i beni agevolati possono essere stati acquistati anche prima che i lavori di ristrutturazione siano iniziati; il bonus potrà essere fruito nelle annualità residue anche se la casa venisse ceduta a terzi prima dello scadere del quinquennio; per i frigoriferi di classe energetica non inferiore a A+ è sì prevista una procedura specifica e differente, ma se essa non è rispettata è possibile comunque fruire del generico bonus per mobili ed elettrodomestici (purché siano rispettate le relative condizioni); alle spese di acquisto si possono unire anche quelle per trasporto e montaggio, purché sostenute a loro volta mediante bonifico; per fruire della detrazione, la persona che ha sostenuto le spese per mobili ed elettrodomestici dev’essere la stessa titolare dei lavori di ristrutturazioni, altrimenti il bonus sfuma, anche se si trattasse di due coniugi.


Altre precisazioni concernono il tema delle ristrutturazioni edilizie. La legge prevedeva, fra le condizioni inderogabili per il bonus del 36%, l’invio della comunicazione quando esse superano il valore di € 51.645,69. Il punto è che all’epoca il valore massimo della spesa detraibile arrivava a € 77.468,53, mentre dal 2003 l’importo è sceso a € 48.000 (dunque sotto la soglia indicata). Ciò significa che quell’obbligo va considerarsi superato già da sette anni, e che quindi la mancata comunicazione non comporta alcuna decadenza dal beneficio.

Rispondi