IVA di gruppo, i tempi stringono

di Giuseppe Aymerich Commenta

Entro il 16 febbraio, le società che, avendone i requisiti, intendono aderire alla cosiddetta “IVA di gruppo” devono presentare..

partita iva

Entro il 16 febbraio, le società che, avendone i requisiti, intendono aderire alla cosiddetta “IVA di gruppo” devono presentare l’apposita dichiarazione tramite il modello IVA26 all’Agenzia delle Entrate in triplice copia.
Con l’adesione, le società appartenenti ad un gruppo aziendale possono scegliere di non liquidare autonomamente nel corso dell’anno la propria posizione IVA bensì di trasferire i propri debiti o crediti periodici all’interno del gruppo stesso: essi si compenseranno a vicenda (ma può occorrere una fidejussione), e solo l’eventuale credito che residuasse si potrà compensare tramite Modello F24 con altre imposte o contributi.


È da segnalare che occorre mantenere un registro contabile apposito, in cui far confluire i risultati delle liquidazioni delle singole imprese aderenti.
Per aderire, occorre che la capogruppo (controllante) detenga almeno il 50% del patrimonio della controllata, direttamente o tramite altra controllata; questa situazione deve essere presente fin dal primo gennaio dell’anno precedente. Occorre inoltre che tutte le società interessate diano il consenso alla liquidazione di gruppo, appunto tramite il modello IVA26, che deve essere rinnovato esplicitamente anno dopo anno: chi l’ha presentato nel 2008 ma non ripetesse l’adempimento entro il prossimo lunedì 16 decadrà dal regime.

Tutti gli adempimenti (presentazione del modello, tenuta del registro riepilogativo, versamento dell’eventuale debito complessivo) sono a cura della controllante. Il modello IVA26 deve essere presentato all’Agenzia delle Entrate competente per territorio individuato sulla base del domicilio fiscale della capogruppo: ma se una controllata ha sede in altra circoscrizione, occorrerà che una copia del modello venga inviata anche all’ufficio delle Entrate di riferimento.


Si ricorda, infine, che per effetto di una recente modifica legislativa, il credito IVA che una società appena divenuta controllata dovesse residuare dall’anno precedente resterà di sua competenza: non è infatti possibile “portarla in dote” al gruppo.

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