Interessi passivi

di Giuseppe Commenta

Si ipotizzi una Srl che nel 2008 abbia interessi attivi per 1.000, interessi passivi per 30.000 e il R.O.L. pari a 50.000..

Si ipotizzi una Srl che nel 2008 abbia interessi attivi per 1.000, interessi passivi per 30.000 e il R.O.L. pari a 50.000. Supponiamo che tutti i proventi siano imponibili e che dunque le regole per la deducibilità si applichino alla totalità degli interessi passivi.

Perciò risulterà quanto segue: 1.000 di interessi passivi sono deducibili perché pari all’ammontare degli interessi attivi. I rimanenti 29.000 devono invece affrontare la prova del R.O.L. Ai fini del calcolo, come detto, esso è incrementato di 10.000 (solo per il 2008) e perciò raggiunge il valore totale di 60.000.


Il 30% di 60.000 è pari a 18.000, e dunque di quei ventinovemila se ne potranno dedurre altri diciottomila, oltre ai mille già dedotti. I restanti undicimila rimangono invece non deducibili ed entrano in un limbo, in cui potrebbero restare teoricamente anche per anni e anni.

Supponiamo tuttavia che già nel 2009, a fronte di un R.O.L. pari a 95.000 e aumentato per legge di altri 5.000 fino ad arrivare a 100.000, gli interessi passivi che devono affrontare la prova siano solo 16.000. In tal caso c’è spazio per sommarvi gli undicimila finiti nel limbo, poiché la loro somma (16.000 + 11.000 = 27.000) è inferiore al 30% del R.O.L. (30.000): questo vuol dire che la quota degli interessi passivi non dedotti nel 2008 sarà totalmente deducibile nel 2009.


Ma in realtà per dedurre 27.000 di interessi passivi sarebbe stato sufficiente un R.O.L. inferiore a quello effettivo: 90.000. Infatti il 30% di 90.000 è pari proprio a 27.000. In tal caso, la quota di R.O.L. che non si è rivelata necessaria per la deduzione (100.000 – 90.000 = 10.000) sarà rinviabile al futuro. Per il calcolo sugli interessi passivi del 2010, dunque, il relativo R.O.L. sarà aumentato di diecimila euro.

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