Imposta Municipale Propria

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nelle scorse settimane girava la voce dell’utilizzo dell’acronimo IMU..

Nelle scorse settimane girava la voce dell’utilizzo dell’acronimo IMU (Imposta Municipale Unica), ma alla fine è prevalso l’impiego di “propria” come terza parola, e dunque IMP come sigla che dovremo tutti imparare, sebbene non immediatamente.

La nuova imposta, infatti, decollerà solo nel 2014. Se non altro i Comuni italiani avranno tutto il tempo di prepararsi, dato che il gettito sarà diretto a loro e sempre loro saranno tutte le competenze in maniera di riscossione e accertamento.


Ma cos’è, dunque, l’IMP? Viene introdotta fondamentalmente per motivi di semplificazione: essa, infatti, accorperà diversi tributi oggi esistenti e gravanti sugli immobili, fra cui spiccano l’ICI, la quota di IRPEF e relative addizionali derivanti dai redditi fondiari (e cioè dal possesso di terreni e fabbricati), l’imposta di registro, le imposte su successioni e donazioni, nonché bolli, tributi speciali catastali e altro ancora. Tutte queste imposizioni, dunque, chiuderanno presto i battenti, a fronte della nascita dell’IMP.

La base imponibile sarà determinata catastalmente (per ora non se ne sa di più), mentre l’aliquota verrà decisa forse quest’autunno. Ai Comuni dovrebbe essere dato il potere di variare quest’ultima in più o in meno del tre per mille; in tutti i casi, l’abitazione principale sarà esentata dal tributo.

Oltre all’IMP sul possesso di immobili, però, nascerà anche l’IMP sul trasferimento degli stessi. In caso di cessione, si pagherà un’IMP pari probabilmente all’8% del valore del bene, aliquota che cala rispettivamente al 3 e al 2% nell’ipotesi di prima casa e di immobili ereditati o donati.


Infine, all’IMP principale descritta sommariamente, il singolo Comune potrà (previa consultazione popolare) scegliere di accorpare in essa anche altri tributi, come il canone di occupazione del suolo pubblico e l’imposta sulla pubblicità.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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