Imposta di registro per modifica contratto anche con cedolare secca

di Stefania Russo 3

Qualora le parti contraenti di un contratto di locazione abbiano concordato una modifica del contratto stesso, ad esempio...

Qualora le parti contraenti di un contratto di locazione abbiano concordato una modifica del contratto stesso, ad esempio stabilendo una riduzione del canone di locazione, e desiderino registrare tale modifica, essi sono chiamati al versamento dell’imposta di registro anche nel caso in cui per tale contratto di affitto sia stata scelta l’opzione della cedolare secca.

Tale obbligo deriva dal fatto che la modificazione dell’accordo, determinando la riduzione della base imponibile, non comporta alcun obbligo di registrazione, semplicemente serve a dare a tale modifica data certa nei confronti di soggetti terzi. In quest’ottica, dunque, l’imposta di registro è da considerare come una sorta di corrispettivo per un servizio che viene chiesto volontariamente all’Agenzia delle Entrate.


Al riguardo non esiste una norma specifica, tuttavia l’amministrazione finanziaria ha richiamato quanto stabilito dalla risoluzione n. 60/E del 28 giugno 2010, secondo cui quanto si tratta di una modifica che determina una riduzione della base imponibile l’interesse ad ufficializzare la modifica stessa è esclusivamente delle parti. Tra i mezzi previsti a tale scopo vi è l’assoggettamento volontario alla registrazione della scrittura privata e che in questo caso assume natura di mezzo equipollente ad altri, come ad esempio la raccomandata con ricevuta di ritorno, l’apposizione di un timbro a calendario, ecc.

La situzione invece cambia in caso di proroga del contratto a condizioni economiche meno onerose, in quanto in tal caso l’obbligo di presentare la proroga alla registrazione esclude il pagamento dell’imposta di registro, sempre che in sede di proroga venga confermata la volontà di aderire al regime della cedolare secca.

Commenti (3)

  1. Salve! Volevo chiedere gentilmente se bisognava pagare anche i bolli, di che cifra e quanti?
    Grazie

  2. Sono proprietario di un immobile con contratto di affitto 4+4 in regime di cedolare secca.
    Mi scadono i primi 4 anni e devo proseguire con i secondi 4 anni con una riduzione del canone di affitto per andare incontro all’inquilino vista la crisi economica.
    I termini della questione (anche linguistici) sono confusi.
    Non ho capito come mi devo comportare. Infatti le interpretazioni possono essere due:
    1) in base all’articolo di Stefania Russo del 20 marzo 2013, potrei registrare la modifica, e sarei chiamato al versamento dell’imposta di registro anche se sono in regime di cedolare secca (67 euro senza ulteriori bolli se ho capito bene).
    2) però nello stesso articolo si legge che in sede di proroga del contratto a condizioni economiche meno onerose, l’obbligo di presentare la proroga alla registrazione esclude il pagamento dell’imposta di registro.
    .
    Io non ho capito infatti se mi trovo nel momento che tecnicamente è chiamato proroga (cioè la scadenza dei primi 4 anni del contratto 4+4) oppure se si intende “proroga” il momento in cui le parti, dopo 8 anni, decidono di prorogare il contratto 4+4 appena scaduto. Da come è scritto sul contratto, mi sembra che quello in cui mi trovo sia il momento del rinnovo tacito, solo che io lo sto semplicemente rinnovando a condizioni meno onerose per l’inquilino, fermo restando tutto il resto.
    .
    Quindi, come mi devo comportare?

  3. Gentile Esperto, vorrei applicare la cedolare secca per l’affitto di un appartamento, d’accordo con l’inquilino, vorremo fissare il canone a 10 mila per il primo anno, per il secondo anno a 12 mila e dal terzo in avanti, fino alla fine, di 14 mila.

    Secondo lei è possibile indicando i periodi esatti dei canoni ?
    Grazie
    Domenico

Rispondi