Illeciti fiscali: il principio del doppio binario

di Giuseppe Aymerich Commenta

Come accennato anche nell’articolo precedente, nel campo delle violazioni alle norme fiscali occorre tenere nettamente distinti i profili di responsabilità amministrativa da quelli di natura penale..

Come accennato anche nell’articolo precedente (Illeciti fiscali: la responsabilità del professionista), nel campo delle violazioni alle norme fiscali occorre tenere nettamente distinti i profili di responsabilità amministrativa da quelli di natura penale.
Per offrire un quadro di estrema sintesi, tutti gli illeciti tributari comportano responsabilità amministrative, ma soltanto per i comportamenti più gravi (tassativamente indicati dalla legge) si può essere chiamati a rispondere penalmente.


In generale, le violazioni fiscali nascono dai controlli eseguiti dagli organi dell’Amministrazione Finanziaria (Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza in primis). Laddove, in sede di controllo, venissero individuati risvolti penali, i verificatori manderanno una segnalazione alla Procura, che avvierà proprie indagini.
È importante notare come, da quel momento in poi, controlli amministrativi e indagini penali proseguiranno parallelamente gli uni dalle altre: si parla, in tal senso, del “principio del doppio binario”.
L’aspetto più interessante, comunque, è quello efficacemente messo in luce recentemente da Francesco Falcone e Antonio Iorio, del “Sole 24 Ore”.
Il D.L. 223/2006, fra le altre cose, aveva stabilito un raddoppio dei termini per l’accertamento fiscale in presenza di reati o sospetti di reati: questo per consentire all’Amministrazione Finanziaria di fruire di più tempo nei casi più gravi. Sennonché, negli anni successivi la regola è stata applicata in maniera distorta.


In parecchie occasioni, infatti, è capitato che i verificatori dell’Agenzia delle Entrate abbiano eseguito segnalazioni alla Procura anche in assenza di evidenti indizi di reato, solamente per guadagnare tempo per le proprie indagini fruendo del raddoppio di legge. Inutile dire che tale atteggiamento si presenta più frequente quando i termini ordinari sono ormai agli sgoccioli e i controlli rimangono ancora in alto mare.

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