Giustificazione spese eccedenti il reddito

di Stefania Russo Commenta

Tra le recenti misure adottate per fronteggiare l'evasione fiscale figura il redditometro, disciplinato dall'articolo 38 del Dpr 600/1973, rivisto dal Dl 78/2010...

Tra le recenti misure adottate per fronteggiare l’evasione fiscale figura il redditometro, disciplinato dall’articolo 38 del Dpr 600/1973, rivisto dal Dl 78/2010, e volto ad accertare che il reddito di un contribuente in un determinato anno di imposta sia almeno pari alle spese da lui sostenute nel corso dello stesso periodo.

Dopo aver capito bene come funziona il redditometro e quali sono le spese rilevanti per il redditometro, occorre precisare che al contribuente è sempre fornita la possibilità di giustificare eventuali incongruenze, dal momento che la normativa prevede l’obbligo del contraddittorio per il redditometro.

In ogni caso, ai contribuenti le cui spese sostenute risultano essere, almeno apparentemente, superiori al reddito percepito, l’Agenzia delle Entrate è solita inviare una lettera di preallerta, che però contrariamente a quanto si possa pensare non rappresenta un avviso di avvio dell’iter di accertamento sintetico ma solo un’informativa finalizzata a permettere al destinatario di constatare errori o incongruenze ed, eventualmente, porvi rimedio.

A riguardo i casi possibili, o almeno quelli più frequenti, sono tre. Il primo è quello della cosiddetta risposta, in altre parole in questo caso il contribuente ha la facoltà di provare di aver pagato determinate spese che eccedono il reddito ricorrendo a redditi differenti rispetto a quelli oggetto del periodo di imposta oppure a redditi che risultano essere soggetti a ritenuta alla fonte o che sono esenti da Irpef. In questo caso viene quindi inviata una lettera di risposta all’Agenzia delle Entrate, anche rivolgersi ai Centri di assistenza multicanale.

Nel caso in cui, invece, il contribuente si ritiene in fallo e non è in grado di dimostrare la fonte delle risorse utilizzate, l’unica strada percorribile è quella del ravvedimento operoso mediante modello Unico 2010, che può essere presentato fino al 30 settembre 2011.

La terza ipotesi, quella più frequente, è quella del silenzio. In questo caso , in particolare, i contribuenti una volta ricevuta la lettera si limitano a fare mente locale sulle spese sostenute e sui redditi percepiti in un determinato periodo, individuando le proprie difese. A riguardo è bene precisare che ai fini del redditometro si considerano entrate oltre al reddito dichiarato anche risorse di diverso tipo, ad esempio rimborsi assicurativi, donazioni e redditi di capitale.

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