Forte rincaro delle tasse comunali previsto nel Sud

di Giuseppe Aymerich Commenta

Un’indagine dell’IFEL (l’Istituto per la Finanza Locale) ha messo in luce un problema ancora poco dibattuto in vista del progressivo passaggio al federalismo fiscale..

Un’indagine dell’IFEL (l’Istituto per la Finanza Locale) ha messo in luce un problema ancora poco dibattuto in vista del progressivo passaggio al federalismo fiscale.

Il principio generale, da tutti conosciuto, è che, nel tempo, si ridurranno fino a sfiorare lo zero i trasferimenti dallo Stato a Regioni ed Enti Locali, che invece monetizzeranno con propri tributi le somme che prima piovevano da Roma.


Il punto è che la strada di gran lunga principale per questa monetizzazione deriverà dai tributi sugli immobili, fra cui la cedolare secca sugli affitti e la nuova IMP, introdotte (ancora sulla carta) nei giorni scorsi.

Il valore degli immobili del Mezzogiorno, però, è mediamente molto più basso di quelli del Settentrione del Paese, mentre i trasferimenti che dovranno essere sostituiti si concentrano principalmente al Sud. Perciò la base imponibile “meridionale” è minore rispetto a quella “padana”. Se però il risultato finale dovrà premiare il Sud (per compensare il maggior gettito che verrà meno) e se la matematica non è un’opinione, necessariamente nel Mezzogiorno si dovranno adottare aliquote molto superiori rispetto a quelle applicate al Nord.

Ad esempio, l’IFEL stima che oggi i trasferimenti statali alla Campania pesino per 376 euro pro-capite, contro i 232 del Veneto. Se essi verranno meno, le tasse locali campane saranno per forza di cose più salate di quelle venete.


Discorso più difficile da decifrare, poi, per le Regioni a statuto speciale, a loro volta beneficiarie di elevati trasferimenti.

È pur vero che entrerà in funzione il famoso fondo perequativo, che favorirà le Regioni più svantaggiate (in pratica facendo rientrare i trasferimenti dalla finestra), ma in misura comunque nettamente minore rispetto all’attuale sistema di finanza derivata.

Fonte: La Repubblica

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