Ennesima rivoluzione IVA in arrivo da Bruxelles

di Giuseppe Aymerich Commenta

Difficile trovare un’imposta che veda cambiare le sue regole così frequentemente come l’IVA..

Difficile trovare un’imposta che veda cambiare le sue regole così frequentemente come l’IVA. D’altronde, essendo un tributo di origine comunitaria, ogni decisione adottata in Europa deve essere necessariamente recepita dall’Italia e dagli altri Stati, talvolta con evidenti differenze da un Paese all’altro.

Sarà quindi indispensabile che l’Italia adotti le ultime novità in arrivo da Bruxelles, anche se non subito. Le nuove regole, infatti, dovranno entrare in vigore nel 2013, cosicché gli Stati hanno due anni e mezzo a disposizione per varare le necessarie modifiche normative.


Vediamo, dunque, quali novità ci attendono fra qualche anno.
Si cercherà, innanzitutto, di far uscire la fattura elettronica dal ruolo di nicchia che ha occupato sinora: verranno, quindi, eliminati alcuni intoppi tecnici oggi esistenti e allargate le maglie tecnologiche, ma resterà comunque indispensabile il consenso del destinatario.

Poi, alcuni aggiornamenti nelle operazioni intracomunitarie, per uniformare le normative troppo differenti fra Stato e Stato.

È stabilito, dunque, che gli acconti non incidono sull’esigibilità dell’imposta, che diviene perciò esigibile (per l’intero) al momento del saldo, o comunque dell’effettuazione dell’operazione.
È stabilito, inoltre, che le autofatture redatte in applicazione dei meccanismi del “reverse charge” debbano essere emesse entro quindici giorni.


Ancora: le aziende soggette a continui scambi di beni vedranno convenzionalmente fissata a fine mese la data di effettuazione di tutte le operazioni compiute.

Per favorire il ricorso all’IVA per cassa, verrà fissata come soglia-limite il volume d’affari annuo di cinquecentomila euro (oggi è duecentomila), lasciando ai singoli Stati il potere di elevarla fino a due milioni.
Arriva, infine, la possibilità di emettere fatture dal contenuto semplificato (simile alla nostra ricevuta fiscale) qualora l’importo non superi 100 euro: il documento conterrà soltanto i dati dell’emittente, la descrizione dell’operazione e il prezzo lordo.

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