Detrazioni Irpef pensionati

di Stefania Russo 2

Tra le detrazioni che consentono di ridurre l'ammontare di Irpef che deve essere effettivamente pagato figurano le detrazioni Irpef spettanti...

Tra le detrazioni che consentono di ridurre l’ammontare di Irpef che deve essere effettivamente pagato figurano le detrazioni Irpef spettanti ai pensionati e che, al pari delle detrazioni Irpef da lavoro dipendente, variano a seconda del reddito percepito dal contribuente.

In questo caso, tuttavia, gli scaglioni Irpef previsti variano non solo a seconda del reddito ma anche a seconda dell’età del pensionato, a tal fine occorre infatti distinguere tra i pensionati con meno di 75 anni e i pensionati con più di 75 anni.


Per i pensionati che non hanno ancora compiuto 75 anni, in particolare, si applica una detrazione di 1.725 euro per redditi fino a 7.500 euro, mentre la detrazione va da un minimo di 1.725 euro fino ad un massimo di 1.255 euro in caso di reddito compreso tra 7.501 euro e 15.000 euro. Per redditi superiori ai 15.000 euro la detrazione da applicare va invece da un minimo di 1.255 euro fino ad azzerarsi completamente per redditi superiori ai 55.000 euro.

Per i pensionati con oltre 75 anni di età, invece, la detrazione da applicare è pari a 1,783 euro per redditi fino a 7.750 euro, è compresa tra 1.783 euro e 1.297 euro per redditi compresi tra 7.751 euro e 15.000 euro ed è compresa tra 1.297 euro e zero per redditi compresi tra 15.001 e 55.000 euro.

A fronte di questi scaglioni, dunque, risultano completamente esenti da Irpef i pensionati che hanno meno di 75 anni e e un reddito pari a 7.500 euro e i pensionati che hanno più di 75 anni e un reddito inferiore a 7.750 euro.

Commenti (2)

  1. Alla luce di quanto è avvenuto in questi giorni,ossia,fra l’altro,l’abolizione del contributo di solidarietà per i redditi più elevati,ritengo una grave ingiustizia sociale il pagamento dell’irpef da parte di soggetti ultraottantenni.In particolare da parte di quei soggetti che,proprio a causa dell’irpef non riescono a pagare la retta della casa di riposo e non potendo contare sull’aiuto economico di figli o parenti,devono far rocorso alla richiesta di contributo da parte del comune.
    E’ un’assurdità,ma è soprattutto un’ingiustizia all’italiana
    una delle tante esistenti,ma che sono decisa a non far passare sotto silenzio,
    cordiali saluti sandra sandri

  2. Analizzando ciò che hai scritto, mi sento estremamente motivato a ribattere, in quanto emerge in parte che il tuo pensiero è dettato da una forte rabbia che avverti nei confronti delle istituzioni tutte.
    Sappi che per quanto possa esserti di conforto, condivido a pieno la tua sofferenza, ma è altrettanto vero e doveroso porgersi la domanda:- “Cosa abbiamo fatto Noi negl’ultimo decennio per evitare tutto ciò?” …forse nulla, ed eccoci a dover essere testimoni della risultante ovvero del più ovvio degli epiloghi, risultato di tanto sperpero, clientelismo, nepotismo e cattiva amministrazione delle casse statali, regionali, provinciale e comunali e nelle grandi linee, per aver più semplicemente preferito il “raccomandato” al “meritevole”.
    Nella vana attesa di una più giovane ed efficace classe politica che possa far risollevare le sorti della nostra Nazione ed in cui ci si possa rispecchiare, l’augurio che non si ripeta un’altra Grecia mi sembra un atto dovuto!!!
    purtroppo, anzi per fortuna, le soluzioni esistono, ma come hai ben capito ed è motivo della nostra rabbia, non conviene risolvere nulla bensì continuare ad accumulare debito su debito, interessi su interessi per il solo scopo di arricchire i potenti, che all’occasione spariranno, alle spalle dei poveri contribuenti che piangeranno le conseguenze dei loro “pruriti”.
    Scusa lo sfogo,
    un saluto Francesco Iudica

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