Detrazione consulenza negata se manca un contratto

di Stefania Russo Commenta

La fattura riguardante una consulenza può essere portata in detrazione solo ed esclusivamente in presenza di un apposito contratto...

La fattura riguardante una consulenza può essere portata in detrazione solo in presenza di un apposito contratto siglato con il professionista. In mancanza di tale accordo scritto, infatti, il fisco può giudicarla falsa e quindi negare la detrazione.

A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, sesta sezione tributaria, con l’ordinanza n. 6203 del 12 marzo 2013, con la quale è stato respinto il ricorso presentato da una società che aveva detratto dei costi a fronte di una generica fattura per consulenza rinvenuta durante un’ispezione ad opera della Guardia di Finanza.


In particolare, a seguito del rinvenimento di tale fattura, su richiesta di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente aveva dichiarato l’esistenza di un documento in grado di giustificare la fattura, che però non era mai stato prodotto né in sede amministrativa né in sede di contenzioso. Per tale motivo l’ufficio non ha riconosciuto la detrazione del costo e ha emesso apposito atto impositivo volto al recupero delle maggiori imposte.

Il contribuente ha quindi deciso di presentare ricorso contro tale atto, ritenendo di aver ugualmente diritto ad usufruire della detrazione dell’importo indicato nella fattura emessa a fronte della consulenza resa dal professionista alla società. Il ricorso è stato presentato prima di fronte alla Ctp, ma senza successo, dopodiché il contribuente ha fatto appello alla Ctr, ancora senza successo, quindi ha tentato il ricorso in Cassazione, che ha definitivamente respinto la sua richiesta.

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