Detrazione affitto studenti fuori sede

di Stefania Russo Commenta

Agli studenti universitari fuori sede è riconosciuta la possibilità di portare in detrazione le spese sostenute per l'affitto di un'abitazione, ma solo a determinate condizioni. Al riguardo, infatti, la norma introdotta dalla Legge 296/2006 prevede che ai fini della detrazione il contratto di locazione debba essere di tipo abitativo...

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Agli studenti universitari fuori sede in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi è riconosciuta la possibilità di portare in detrazione le spese sostenute per l’affitto di un’abitazione, ma solo a determinate condizioni.

Al riguardo, infatti, la norma introdotta dalla Legge 296/2006 prevede che ai fini della detrazione il contratto di locazione debba essere di tipo abitativo, stipulato o rinnovato ai sensi della Legge 431/1998 e regolarmente registrato.


Il ricoscimento della detrazione spetta anche per i canoni relativi a contratti di ospitalità e di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il dritto allo studio, università e collegi universitari legalmente riconosciuti oppure enti senza fine di lucro. Al contrario, non è ammessa la detrazione in caso di contratti di sublocazione.

Per usufruire della detrazione è inoltre necessario che e l’Università sia ubicata in un Comune distante almeno 100 km da quello di residenza dello studente, prendendo quale riferimento una via di comunicazione esistente, e che il Comune di residenza dello studente appartenga a una provincia diversa da quella in cui si trova l’Università. E’ inoltre richiesto che l’immobile in locazione sia situato nello stesso Comune in cui ha sede l’Università o in un Comune limitrofo.

L’importo massimo detraibile è di 2.633,00 euro, da intendersi come limite massimo per ciascun nucleo familiare e non per ciascuno studente. La detrazione spetta oltre che per i figli anche per il coniuge e per gli altri familiari a carico.

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