Deduzione spese auto: un po’ di chiarezza (IV)

di Giuseppe Aymerich Commenta

Quando l’imprenditore o professionista utilizza un veicolo a motore che rientra nella..

lamborghini gallardo

Quando l’imprenditore o professionista utilizza un veicolo a motore che rientra nella terza categoria descritta (quella dei mezzi ad uso promiscuo), esistono dei limiti massimi alla spesa deducibile: le eventuali eccedenze risultano totalmente indeducibili, senza eccezioni.

Il primo limite riguarda le spese di acquisto: l’eventuale costo che eccede una certa soglia è fiscalmente irrecuperabile.

Questa soglia è pari a € 18.075,99 per autovetture e caravan (€ 25.822,84 per agenti e rappresentanti di commercio), a € 4.131,66 per i motocicli e a € 2.065,83 per i ciclomotori. Se il bene è preso in leasing, questi limiti sono riferiti ai relativi canoni.


In definitiva, chi acquista una Ferrari o una Lamborghini non può sperare di scaricarsi la spesa oltre un certo tanto con la scusa che funge da mezzo aziendale.

Il secondo limite si applica quando il mezzo è preso in locazione o noleggio: anche qui esistono delle soglie massime di deducibilità, pari a € 3.615,20 per autovetture e autocaravan, € 774,69 per i motocicli e a € 413,17 per i ciclomotori. Ma attenzione: queste soglie vanno ragguagliate all’effettiva durata del contratto stipulato. Per esempio, se si prende in locazione un’automobile per un solo mese su dodici, la soglia predetta va ridotta ad un dodicesimo, cioè a € 301,27.


Una volta stabilito “quanto” si può dedurre, il secondo problema è “quando”: ossia, a quale periodo d’imposta vanno imputati tali costi. Per quanto riguarda il costo d’acquisto, esso va ovviamente ammortizzato: l’aliquota annua è pari al 25%, ridotta alla metà per il primo anno (ma questa riduzione non opera per artisti e professionisti).
Il discorso diviene più complesso quando si prendono in considerazione le voci di spesa “corrente”, diverse da quelle di acquisto.

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