Contribuenti minimi: l’imposta sostitutiva sul reddito (prima parte)

di Giuseppe Aymerich Commenta

La particolarità più nota in assoluto del regime contabile dei contribuenti minimi è la sottrazione del reddito d’impresa o di lavoro autonomo dai normali meccanismi dell’IRPEF e la sua sottoposizione..

La particolarità più nota in assoluto del regime contabile dei contribuenti minimi è la sottrazione del reddito d’impresa o di lavoro autonomo dai normali meccanismi dell’IRPEF e la sua sottoposizione ad un’imposta sostitutiva caratterizzata da un’aliquota secca del 20%.

In realtà, che questo si traduca in un effettivo risparmio in termini fiscali è tutto da verificare, caso per caso; ma una cosa certa è la radicale semplificazione dei calcoli per la determinazione della base imponibile.

Per i “minimi”, infatti, vale un’applicazione rigidissima del principio di cassa: la regola generale (con alcune particolarità da precisare) è che tutte le somme incassate costituiscono componenti positivi di reddito e tutte le somme spese rappresentano invece i componenti negativi; la loro differenza costituisce la base imponibile.


Pertanto, vi sono alcune conseguenze di enorme importanza. Innanzitutto, la competenza economica non ha alcun rilievo: se a dicembre 2009 si paga una bolletta dell’energia elettrica per il bimestre gennaio-febbraio 2010, il costo va conteggiato per il 2009 e non per l’anno successivo.
Inoltre, i beni strumentali non sono soggetti ad ammortamento: qualunque sia la loro natura e l’importo della spesa, essi sono deducibili al 100% già nel periodo d’imposta in cui è avvenuto l’acquisto.

Ancora: tutte le particolari regole di delimitazione della deducibilità delle spese previste dal Testo Unico dell’Imposta sui Redditi non sono applicabili.

Perciò, i canoni di leasing sono deducibili indipendentemente dalla durata del contratto, le spese di rappresentanza si deducono senza rispettare i limiti previsti dal decreto ministeriale applicativo, le spese di manutenzione si scaricano senza fare calcoli sul plafond ecc.

I beni ad uso promiscuo (incluse spese automobilistiche e telefoniche), invece, sono deducibili al 50%, senza eccezioni o peculiarità di alcun tipo.

Le spese non inerenti o non documentate, naturalmente, restano indeducibili.

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