Compensazioni IVA, novità dal maxiemendamento

di Giuseppe Aymerich Commenta

La manovra estiva, in discussione in questi giorni nelle aule parlamentari, sta per subire numerose modifiche e integrazioni..

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La manovra estiva, in discussione in questi giorni nelle aule parlamentari, sta per subire numerose modifiche e integrazioni rispetto al testo originario, in virtù del maxiemendamento introdotto dalla maggioranza.

Fra le modifiche, qualche novità in merito al nuovo sistema delle compensazioni in materia di IVA, rivoluzionato per combattere il diffuso fenomeno degli abusi basati su crediti inesistenti.

Fermo restando l’impianto generale della nuova legge, stabilito in sede di emanazione del decreto 78/2009, il maxiemendamento è venuto incontro alle proteste di molte categorie di operatori sulla controversa questione del visto di conformità.


Il testo originario della manovra, infatti, stabiliva che per poter operare nell’anno compensazioni per un ammontare complessivo superiore a diecimila euro occorreva un visto di conformità da parte di un dottore commercialista o di un consulente del lavoro: in altre parole, un professionista doveva attestare l’esistenza effettiva del presunto credito da usare in compensazione.


La modifica parlamentare cerca di sedare le polemiche sorte nelle ultime settimane, eliminando l’esclusiva attribuita in un primo momento ai professionisti citati ed estendendo la competenza sul visto di conformità a tutti i soggetti normalmente abilitati a rilasciare tale attestazione, per esempio nella dichiarazione dei redditi: fra loro, i CAF.
Sale inoltre la soglia perché sorga l’obbligo del visto: da diecimila a quindicimila euro.

Sono invece confermate tutte le altre disposizioni: in particolare, per le compensazioni superiori a diecimila euro annui (al contrario della precedente, questa soglia è stata confermata) non è più possibile operare fin dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui è sorto il credito bensì solo dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione IVA, che può essere inviata fin da febbraio scorporandola dal modello UNICO.

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