Compensazioni IVA: il credito del 2008 e gli altri dubbi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Oltre alle questioni sull’home banking, la circolare 1/2010 ha chiarito altri dubbi posti dagli esperti, e si può dire che tutte le risposte vanno..

Oltre alle questioni sull’home banking, la circolare 1/2010 ha chiarito altri dubbi posti dagli esperti, e si può dire che tutte le risposte vanno in senso favorevole al contribuente.

Il primo problema riguardava l’ipotesi che dal 2008 residuasse ancora un credito d’imposta non utilizzato in compensazione, destinato a cumularsi con quello del 2009. È stato precisato che le nuove norme sui controlli indispensabili per apporre il visto di conformità per i crediti superiori a quindicimila euro riguardano solo l’anno 2009: cosicché, qualunque sia l’importo residuo del credito del 2008, non è richiesto alcun controllo particolare.


Il credito del 2008, inoltre, può essere liberamente impiegato in compensazione nel modello F24 senza limitazioni. È soltanto nel momento in cui è presentata la nuova dichiarazione IVA, infatti, che il credito 2008 cessa di esistere, in quanto il suo residuo entra a far parte della massa indistinta del credito 2009 (il vecchio credito è assorbito all’interno del nuovo), e solo allora scatteranno le nuove norme.

Ancora: come si è accennato nell’articolo precedente, non ci sono limiti alle compensazioni verticali. Perciò, chi intende utilizzare il credito 2009 per coprire i debiti delle liquidazioni 2010 non all’interno dei calcoli interni dell’IVA bensì nel modello F24 potrà farlo senza alcuna remora.


Un altro atteso chiarimento: fino al famigerato limite di diecimila euro, i contribuenti sono liberi fin da gennaio di usare il credito IVA del 2009 (che è maturato, infatti, il primo gennaio 2010, posto che la dichiarazione lo confermi). È solo quando si intende compensare oltre la soglia di diecimila euro che sorge l’obbligo preventivo di inviare la dichiarazione.

Infine, è stato chiarito che le dichiarazioni prive di visto di conformità possono essere corrette e integrate nei termini ordinari senza alcuna sanzione specifica.

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