Compensazione debiti tributari iscritti a ruolo

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Una persona fisica o un’impresa che ha dei debiti iscritti a ruolo, per i quali è scaduto i termini di pagamento, non può sfruttare il meccanismo della compensazione.

Una persona fisica o un’impresa che ha dei debiti iscritti a ruolo, per i quali è scaduto il termine ultimo di pagamento, non può sfruttare il meccanismo della compensazione tra i crediti e gli altri debiti non senza aver prima sanato la propria posizione.

Questo, infatti, è quanto prevede il Decreto Legge numero 78 del 2010 che sbarra la strada alle compensazioni se ci sono debiti iscritti a ruolo e scaduti nei termini per importi superiori ai 1.500 euro. Questo significa che prima il contribuente salda i debiti iscritti a ruolo scaduti, facendo decadere la preclusione alla compensazione dei crediti erariali, e poi potrà sfruttare la compensazione per pagare in tutto o in parte altri debiti con crediti fiscali maturati.



RATEIZZAZIONE DEI DEBITI INPS: CIRCOLARE 106

Quella presente nel Decreto Legge numero 78 del 2010 è chiaramente una norma che appare palesemente ed oggettivamente legittima visto che il contribuente non può pensare di saldare i propri debiti tributari con dei crediti maturati quando poi ha ancora in sospeso un debito pregresso non saldato e addirittura iscritto a ruolo senza aver proceduto nei termini alla regolarizzazione della propria posizione.

COMPENSARE CREDITI VERSO LA P.A. CON DEBITI FISCALI

Quello delle compensazioni, specie ai fini Iva, è un tema spinoso visto che non sono stati di certo rari in questi ultimi anni i casi di società fittizie che sfruttavano indebitamente i meccanismi della compensazione e della falsa fatturazione per maturare crediti inesistenti oppure per non pagare le tasse sfruttando proprio gli stessi oppure altri crediti illegittimamente maturati.

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