Compensare crediti verso la P.A. con debiti fiscali

di Giuseppe Aymerich Commenta

Non ha ricevuto molto spazio sui media, ma una recentissima legge promette di aver riflessi molto interessanti..

Non ha ricevuto molto spazio sui media, ma una recentissima legge promette di aver riflessi molto interessanti.

Com’è noto, le imprese italiane vantano crediti immensi verso la Pubblica Amministrazione per servizi e forniture di ogni tipo, e devono attendere molti mesi (o anni) per vedersi saldati tali crediti; ciò può creare pesantissimi squilibri di liquidità per le aziende stesse, che allo stesso tempo (e in termini molto più stringenti e inesorabili) devono però fronteggiare le proprie pendenze fiscali.


Ecco, quindi, la possibile soluzione, introdotta a luglio e operativa a partire dal gennaio 2011: l’impresa che vanta crediti verso Regioni, Province, Comuni ed enti collegati nonché verso il Servizio Sanitario Nazionale può richiedere dall’istituzione interessata una certificazione. In tale documento, l’ente riconosce di dover attribuire all’imprenditore una data somma (“certa, liquida ed esigibile”); la certificazione va rilasciata entro venti giorni dall’istanza del cittadino.

Dopodiché, costui potrà utilizzare tale certificazione per compensare in tutto o in parte eventuali debiti iscritti a ruolo da parte di Equitalia o altro concessionario della riscossione. Una volta eseguita tale compensazione, per il contribuente la partita si chiude qui: sarà il concessionario a riscuotere (anche coattivamente) la somma dovuta presso l’ente locale debitore nei sessanta giorni successivi.

Le modalità operative di tale procedura saranno rese note con un prossimo decreto del Ministero delle Finanze.


Intanto, si possono trarre le prime considerazioni: va notato come la procedura non riguarda somme dovute dallo Stato e dalle sue articolazioni, come siano compensabili solo i debiti iscritti a ruolo, e inoltre che il creditore può essere solo un imprenditore.
Inoltre, la manovra rischia di creare grossi problemi di liquidità agli enti interessati: si stima che attualmente essi debbano circa 63 miliardi di euro alle imprese, di cui 40 solo dal S.S.N.

Fonte: Italia Oggi

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