Codice tributo rimessione in bonis 5 per mille e consolidato

di Stefania Russo Commenta

L'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 46/E dell’11 aprile ha istituito tre diversi codici tributo che dovranno...

L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 46/E dell’11 aprile ha istituito tre diversi codici tributo che dovranno essere utilizzati dai contribuenti al momento della compilazione del modello F24 per il pagamento di sanzioni destinate a sanare eventuali errori, ritardi o lacune nella documentazione già inviata.

Il primo codice tributo è l’8114 e dovrà essere utilizzato da chi invia in ritardo la comunicazione obbligatoria oppure da coloro che non provvedono agli adempimenti formali necessari per beneficiare di agevolazioni o accedere a regimi fiscali opzionali, come trasparenza e consolidato. In tal caso è necessario che la violazione non sia stata accertata e che non siano iniziate ispezioni o verifiche.

CODICI TRIBUTO MEDIAZIONE TRIBUTARIA

Questo primo codice tributo è denominato “Sanzione di cui all’art. 11, comma 1, dlgs n. 471/1997, dovuta ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del dl n. 16/2012 – RIMESSIONE IN BONIS” e deve essere inserito nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”.

CODICI TRIBUTO IMU

Il secondo codice tributo è l’8115 ed è denominato “Sanzione di cui all’art. 11, comma 1, dlgs n. 471/1997, dovuta ai sensi dell’art. 2, comma 2, del dl n.16/2012 – RIMESSIONE IN BONIS 5 per mille” e deve essere utilizzato dagli enti che possono partecipare al riparto del 5 per mille e che non hanno assolto entro i termini previsti, in tutto o in parte, gli adempimenti prescritti per l’ammissione al contributo. In tal caso è necessario che la situazione venga sanata entro il 30 settembre e che contestualmente venga pagata una sanzione di 258,23 euro.

Il terzo e ultimo codice tributo è l’8116 ed è denominato “Sanzione di cui all’art. 8, comma 1, dlgs n. 471/1997, dovuta ai sensi dell’art. 2, commi 3 e 3-bis, del dl n.16/2012 – RIMESSIONE IN BONIS” e deve essere utilizzato in caso di mancata indicazione in dichiarazione del destinatario e dell’ammontare delle eccedenze d’imposta, cedute dal consolidato, nonché in caso di eccedenze utilizzabili in compensazione fra società partecipanti alla tassazione di gruppo, qualora non siano stati indicati gli estremi del cessionario, dell’importo ceduto o della tipologia di tributo trasferito. L’importo da versare a titolo di sanzione in entrambi i casi è pari a 2.065,83 euro.

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