Chiusura partita Iva inattiva senza ricevuta al Fisco

di Stefania Russo Commenta

L'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 93/E del 21 settembre 2011 ha ulteriormente facilitato la procedura che devono seguire tutti i titolari di partita iva...

L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 93/E del 21 settembre 2011 ha ulteriormente semplificato la procedura che devono seguire tutti i titolari di partita iva inutilizzata, stabilendo che i contribuenti interessati possono evitare di consegnare al Fisco la copia della ricevuta del pagamento, in quanto il versamento di 129 euro che deve essere pagato a titolo di sanzione tramite il modello F24 viene direttamente recepito dal sistema informativo dell’Anagrafe tributaria.

In altre parole non è necessario fornire la ricevuta del pagamento al Fisco in quanto tale ricevuta fornisce delle informazioni che l’Anagrafe tributaria già possiede, dal momento che la chiusura della partita iva viene effettuata sulla base dei dati ricavati dal modello F24 dedicato.

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La stessa risoluzione sottolinea inoltre la possibilità di fruire di un’ulteriore semplificazione, stabilendo che non è necessario presentare la dichiarazione di cessazione attività tramite il modello AA7 (dedicato ai soggetti diversi dalle persone fisiche) o il modello AA9 (dedicato alle imprese individuali e ai lavoratori autonomi), in quanto il versamento effettuato correttamente sostituisce la presentazione della dichiarazione, così come accade per la chiusura delle partite iva inattive.

La risoluzione 93/E è rivolta ai titolari di partite iva inattive, ossia ai cittadini titolari di una partita Iva che non provvedono a presentare la relativa dichiarazione da almeno tre anni oppure che non svolgono alcuna attività. Tali cittadini, in particolare, in forza dell’entrata in vigore del Dl 98/2011 hanno novanta giorni di tempo (il termine ultimo è fissato al 4 ottobre 2011) per regolare la propria posizione pagando una sanzione minima di 129 euro.

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Si tratta senza dubbio di un’occasione che i contribuenti non possono lasciarsi sfuggire dal momento che coloro che hanno cessato di svolgere la propria attività senza presentare la dichiarazione di cessazione e che non colgono l’opportunità concessa dal decreto legge 98/2011 rischiano di dover pagare una multa ben più salata. In questi casi, infatti, l’Agenzia delle Entrate può procedere alla chiusura d’ufficio della partita Iva irrogando una sanzione che può arrivare fino a 2.065 euro.

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