Calcolo saldo Imu

di Stefania Russo 1

Entro il 17 dicembre prossimo tutti i proprietari di immobili dovranno versare il saldo dell'Imu, l'imposta che a partire da quest'anno...

Entro il 17 dicembre prossimo tutti i proprietari di immobili dovranno versare il saldo dell’Imu, l’imposta che a partire da quest’anno ha sostituito l’Ici e che si paga anche per le abitazioni principali. Per il pagamento è possibile servirsi del modello F24 oppure di appositi bollettini postali parzialmente precompilati e a disposizione dei contribuenti presso gli uffici postali dislocati sul territorio nazionale.

Per quanto riguarda il calcolo della somma da versare a titolo di acconto, occorre distinguere a seconda che si tratti di abitazione principale o di seconda casa.


In entrambi i casi occorre partire dalla rendita catastale, che può essere recuperata dal rogito oppure da una visura catastale. Tale valore deve essere rivalutato del 5%, ovvero occorre moltiplicare la rendita catastale per 1,05. La rendita catastale rivalutata deve successivamente essere moltiplicata per un valore che varia a seconda del tipo di immobile, ossia 160 per le abitazioni, i box, le cantine e i solai, 55 per i negozi e 80 per gli uffici. Il risultato così ottenuto rappresenta la base imponibile Imu, che a sua volta deve essere moltiplicata per l’aliquota stabilita dal Comune in cui è situato l’immobile, diversa da quella utilizzata per l’acconto di giugno.

A questo punto occorre differenziare a seconda che si tratti di abitazione principale o di seconda casa. In particolare, nel caso dell’abitazione principale occorre detrarre dal risultato ottenuto 200 euro (detrazione prevista per l’abitazione principale), 50 euro per ogni figlio convivente di età non oltre i 26 anni e l’importo pagato a giugno e a settembre (sempre che sia stato scelto il pagamento in tre rate, altrimenti occorre sottrarre solo l’importo versato a giugno). Si ottiene così la somma che deve essere versata entro il 17 dicembre.

Nel caso della seconda casa, invece, non è prevista alcuna detrazione, per cui occorre sottrarre solo l’importo già versato a giugno. In tal caso, tuttavia, è previsto un ulteriore passaggio, in quanto la somma da versare deve essere ripartita tra Stato e Comune: allo Stato spetta lo 0,38% della base imponibile diviso in due rate, mentre al Comune spetta la somma restante dopo aver sottratto la quota da destinare allo Stato.

Commenti (1)

  1. con l’usofrutto perché si paga IMU?

Rispondi