Boom del metodo previsionale per gli acconti

di Giuseppe Commenta

Ma il legislatore consente anche una seconda possibilità: applicare le aliquote del 99% o del 100% su quello che si ritiene..

acconti irpef

Manca ancora circa un mese e mezzo rispetto alla scadenza del secondo acconto di IRPEF, IRES e IRAP nonché dei contributi previdenziali verso l’INPS, ma già i contribuenti e i consulenti cominciano a valutare il metodo migliore per calcolarne l’ammontare.

Come tutti sanno, il legislatore concede due possibilità a scelta del contribuente: il metodo storico e il metodo previsionale. Secondo il primo metodo, l’acconto complessivo per l’anno in corso -suddiviso nelle rate di giugno e di novembre – è pari al 99% o al 100% (a seconda dell’imposta) dell’ammontare totale a debito riferito al periodo d’imposta precedente.


Il 40% di questo acconto è versato entro il 16 giugno, eventualmente rateizzato fino ad un massimo di sei rate, e il 60% è versato in unica soluzione alla fine di novembre.
È un metodo di calcolo molto semplice, privo di qualsiasi possibilità di sanzione, e pertanto molto diffuso.

Ma il legislatore consente anche una seconda possibilità: applicare le aliquote del 99% o del 100% su quello che si ritiene sarà l’imposta calcolata sul reddito effettivo dell’anno in corso, dato che si cerca di prevedere sulla base delle informazioni a disposizione e che potrà essere accertato solo con la dichiarazione da presentare nell’anno successivo. Se poi le previsioni risultano essere errate, si subisce la sanzione calcolata sulla quota di acconto non versato. Una soluzione certo più rischiosa, e in passato poco seguita.


Ma in questo 2008 di crisi dei mercati, di stipendi bloccati e di prezzi alle stelle, sono sempre di più i contribuenti che preferiscono rischiare il tutto per tutto. Molti commercialisti, infatti, assicurano che sempre più clienti chiedono l’applicazione del metodo previsionale pur di poter pagare acconti minori, pur sapendo che un giorno forse arriverà una multa salata.

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