Bonus rientro dei cervelli

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Sono tantissimi i giovani di talento che in questi ultimi anni hanno lasciato l’Italia per cercar fortuna all’estero; e molto spesso grandi multinazionali ed Università estere si sono accaparrati i nostri migliori “cervelli”.

Sono tantissimi i giovani di talento che in questi ultimi anni hanno lasciato l’Italia per cercar fortuna all’estero; e molto spesso grandi multinazionali ed Università estere si sono accaparrati i nostri migliori “cervelli”. Ebbene, per frenare questa vera e propria emorragia, e per agevolare il percorso inverso, è in vigore una Legge grazie alla quale chi rientra dall’estero, e viene assunto in Italia, può beneficiare di un’agevolazione fiscale, ovverosia di un bonus.

Trattasi, nello specifico, della Legge numero 238 del 2010 che permette, fino alla fine del 2013, di fruire di una riduzione di quella che ai fini Irpef è la base imponibile. Il tutto a fronte del rispetto dei requisiti per fruire dell’agevolazione fiscale, a partire dall’età; sono ammessi alla fruizione del bonus, nel rispetto di tutti gli altri requisiti, solo coloro che sono nati dopo la data dell’1 gennaio del 1969.



ISTRUZIONI AGEVOLAZIONI FISCALI RIENTRO IN ITALIA DEI CERVELLI

La domanda per il bonus deve essere presentata al datore di lavoro, con quest’ultimo che poi, fungendo da sostituto d’imposta, applicherà la riduzione della base imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). L’agevolazione vale anche per chi rientra dall’estero e, nel rispetto di tutti gli altri requisiti, decide di mettersi in proprio; in tal caso la fruizione del bonus avviene attraverso il modello Unico.

AGEVOLAZIONI FISCALI PER CHI RIENTRA IN ITALIA PER LAVORO

Per bloccare sul nascere ogni tentativo di turismo fiscale, il Fisco impone che al rientro il giovane “cervello” rimanga in Italia per almeno cinque anni, altrimenti tutti i bonus di cui si è fruito dovranno rigorosamente essere restituiti all’Erario.

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