IVA di cassa

di Giuseppe 1

Secondo le attuali regole, l’IVA costituisce un debito dell’emittente verso l’Erario nel momento stesso in cui egli emette la fattura..

iva di cassa

Dal 2009 e per tre anni in via sperimentale, si rivoluziona il sistema dell’esigibilità dell’imposta sul valore aggiunto.

Secondo le attuali regole, l’IVA costituisce un debito dell’emittente verso l’Erario nel momento stesso in cui egli emette la fattura. Vi sono però già oggi alcune eccezioni: per le fatture emesse verso enti pubblici e per la cessione di alcuni particolari prodotti farmaceutici, esiste la possibilità di richiedere l’esigibilità differita, indicandola direttamente in fattura: il debito d’imposta sorge così solo quando si incasserà il pagamento dal cliente.


Il sistema dell’esigibilità differita, dunque, dal 2009 sarà generalizzato ad ogni ipotesi di cessione di beni o di prestazione di servizi: imprese, enti no-profit e professionisti dovranno dunque riversare l’imposta all’Erario solo una volta ottenuto il pagamento.

C’è però un limite temporale: il debito sorge ugualmente, anche senza che vi sia stato l’incasso, dopo che è trascorso un anno dalla data di emissione, a meno che il cliente non sia sottoposto a fallimento od altra procedura concorsuale.

Come nell’ipotesi tradizionale di esigibilità differita, anche in questo caso è comunque necessario indicare in fattura di voler impiegare tale agevolazione (con un esplicito riferimento all’art. 6 comma 5 del DPR 633/1972). In mancanza di tale indicazione, si applicheranno le regole generali sull’esigibilità immediata: l’IVA è dovuta al momento dell’emissione della fattura.


Il discorso non cambia se, in luogo della fattura, si certificano i corrispettivi con ricevute fiscali o scontrini; l’esigibilità differita non è invece mai ammessa nelle varie ipotesi in cui la fattura è emessa dal cliente in luogo del cedente (il cosiddetto “reverse-charge”, previsto per alcune operazioni rare e particolari).

L’IVA di cassa deve ricevere l’approvazione dell’Unione Europea (poiché è un’imposta di derivazione comunitaria), ma gli esperti non ritengono che vi saranno ostacoli.

Commenti (1)

  1. una impresa edile in seguito a prestazioni di servizio verso il Comune del suo paese emette fattura nel 2011 , che pero’ incassera’ nel 2012 . come dovra’ contabilizzare la fattura in relazione all’iva e all’irpef? dovra’registrare la fattura nel 2011? entrera’ nella dichiarazione iva del 2012 per il periodo d’imposta 2011? e ai fini del reddito 2012 per il periodo 2011?

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