Ammortamenti IRAP e imposte differite e anticipate

di Giuseppe Aymerich Commenta

Come si è già spiegato, i motivi che muovono il legislatore fiscale differiscono da quelli propri del legislatore civilistico..

Come si è già spiegato, i motivi che muovono il legislatore fiscale differiscono da quelli propri del legislatore civilistico; e in pochi campi come l’ammortamento troviamo regole tanto divergenti fra bilancio e dichiarazione dei redditi.

Prima di analizzare le regole da seguire, è bene fare alcune premesse.


Innanzitutto, l’attenzione va concentrata sull’imposta sui redditi, in quanto le quote di ammortamento che appaiono in bilancio sono i medesimi valori validi anche per l’IRAP.
La seconda premessa riguarda la possibilità che l’ammortamento civilistico e quello fiscale portino a risultati diversi.

Qualora le quote di ammortamento calcolate fiscalmente siano diverse da quelle civilistiche, questo deve comportare il calcolo delle relative imposte differite e anticipate. Se il carico tributario diminuisce a seguito delle norme fiscali, infatti, questo significa che quest’anno gli ammortamenti sono stati più pesanti rispetto a quanto presente in bilancio, e che dunque pagheremo più imposte negli anni a venire: occorrerà calcolare e riportare in bilancio l’ammontare di tali imposte differite (che rappresentano un componente negativo di reddito).

Nell’ipotesi opposta, invece, occorrerà calcolare le eventuali imposte anticipate (che sono una forma di ricavo): poiché queste ultime incidono positivamente sul reddito d’esercizio, è però richiesto dal principio di prudenza che le imposte anticipate siano riportate soltanto se vi siano ragionevoli motivi per pensare che tali ricavi siano effettivamente coperti dagli introiti degli anni a venire.


Chiaramente, la Nota Integrativa dovrà dare conto dettagliato di tutti i calcoli che hanno portato alla determinazione delle imposte differite e anticipate.

Va segnalato, infine, come nella prassi, per motivi di semplicità, quasi tutte le imprese adottino in bilancio le medesime quote di ammortamento calcolate fiscalmente, senza porsi problemi sulla vita utile dei cespiti. È bene precisare, comunque, che a rigor di legge tale prassi è assolutamente vietata.

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