Affitti: sanzioni pesanti e canoni alleggeriti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Lo scopo dell’introduzione della cedolare secca sui redditi da locazione di beni immobili..

Lo scopo dell’introduzione della cedolare secca sui redditi da locazione di beni immobili, oltre a rientrare in un più ampio disegno di riduzione tendenziale della pressione fiscale e di passaggio del gettito ai Comuni (che avranno quindi tutto l’interesse e le potenzialità a snidare le situazioni irregolari), si pone anche come strumento di lotta all’evasione fiscale.


Accanto all’imposta sostitutiva, infatti, è stata prevista l’introduzione di un pesante sistema di sanzioni a carico di chi continuerà ad affittare in nero. In effetti, il livello di evasione nel campo delle locazioni è esorbitante: il nuovo sistema sanzionatorio dovrebbe però scoraggiare almeno una parte dei furbetti dell’affitto.

Infatti, è stabilito che chi verrà pescato con le mani nel sacco, subirà una sanzione amministrativa fra 516,46 e 2.065,86 euro in caso di affitto non dichiarato e/o non registrato, e sanzioni molto maggiori nel caso, frequente e insidioso, di affitto dichiarato ma per un canone inferiore a quello reale. In questo secondo caso, infatti, il locatore dovrà pagare una multa fra il 200 e il 400% dell’imposta evasa.

E non solo: sono soppresse, per questa tipologia di illecito, le consuete riduzioni delle sanzioni previste per le varie tipologie di accertamento con adesione. Se invece il contribuente, colto in fallo, decidesse di pagare immediatamente senza contestare, vedrà la sanzione ridotta al 30%.


L’aspetto più singolare, però, è dato dall’introduzione di un ulteriore strumento che dovrebbe favorire l’emersione del “nero”: in caso di locazione irregolare venuta alla luce, il locatario potrà ottenere che il suo canone annuo sia ridotto a tre volte la rendita catastale (solitamente modestissima).
Si determina, quindi, tutto l’interesse per il locatore affinché si metta rapidamente in regola, prima che all’inquilino punga la vaghezza di contattare la Guardia di Finanza.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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