L’olio italiano protetto dalle contraffazioni

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nei giorni scorsi si è tenuta ad Assisi (PG) un singolare festeggiamento: quello dei produttori italiani di olio d’oliva..

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Nei giorni scorsi si è tenuta ad Assisi (PG) un singolare festeggiamento: quello dei produttori italiani di olio d’oliva, che hanno potuto finalmente celebrare, dopo lunghi anni di battaglie politiche, un’importante vittoria presso le istituzioni comunitarie.

È stato infatti stabilito che le etichette di tutti gli oli vegetali commercializzati nel territorio europeo dovranno recare precise indicazioni sul luogo di produzione della materia prima. Il discorso riguarda principalmente proprio le olive, di cui l’Italia è il secondo produttore europeo dopo la Spagna.


Il nostro Paese già da molti anni si batte con le associazioni dei produttori e le varie forze politiche presenti al Parlamento europeo per tutelare la qualità del prodotto nazionale.

L’olio d’oliva italiano, infatti, qualitativamente molto apprezzato sui mercati internazionali, ha dovuto subire nel tempo gli attacchi di molti concorrenti sleali che hanno cercato di far passare per italiane le proprie produzioni pur di incrementare la propria fetta di mercato.


Ora, però, le cose dovrebbero cambiare. La presenza del luogo di provenienza delle produzioni, infatti, dovrebbe garantire una denominazione di origine controllata ai prodotti della filiera olearia, a tutela dei consumatori e a favore delle nostre aziende.

Come luogo per festeggiare è stata scelta Assisi, sia perché San Francesco è il patrono d’Italia, sia perché l’Umbria è fra le Regioni con un peso maggiore nella produzione olivicola. Fra i presenti, anche il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, che ha ricordato la presenza in Italia di oltre 6.300 frantoi e ben cinquecento varietà di olive coltivate, di cui ben 38 presentano il marchio DOP.

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