Liberalizzati gli scambi fra UE e Corea del Sud

di Giuseppe Aymerich Commenta

Si tratta di uno degli accordi commerciali più importanti mai stipulati nell’ormai lunga storia delle istituzioni comunitarie..

Si tratta di uno degli accordi commerciali più importanti mai stipulati nell’ormai lunga storia delle istituzioni comunitarie: nelle scorse settimane è stato, dopo lunghe discussioni, messo a punto il contenuto dell’accordo di libero scambio fra l’Unione Europea e la Corea del Sud.

Prima di entrare in vigore occorrerà ancora la firma ufficiale, prevista nell’incontro bilaterale fissato il prossimo 6 ottobre, ma ormai gli spazi per modifiche e ripensamenti sono pressoché nulli.


Cosa succederà nel concreto? Tutti i dazi doganali per le importazioni e le esportazioni da un mercato all’altro saranno cancellati: per alcuni settori immediatamente, per altri dopo un periodo transitorio più o meno lungo.

Si tratta di un accordo non dissimile da quelli stipulati con altre nazioni come la Svizzera o l’Islanda. La differenza sta nel fatto che la Corea non è solo un Paese molto lontano dall’Europa (non solo in senso geografico) ma anche che si tratta di una delle principali nazioni industrializzate dell’Asia, nonché un mercato di quasi cinquanta milioni di persone: in altre parole, un partner commerciale molto interessante e appetitoso.
Non tutti i nostri imprenditori, però, sono soddisfatti, nonostante il parere positivo di Confindustria.

In effetti, quest’accordo va a tutto vantaggio di alcuni produttori (in particolare nel settore agroalimentare) mentre per altri la concorrenza rischia di diventare molto pesante, soprattutto nel comparto automobilistico.


A questo proposito, si nota che fra le righe dell’accordo sono stati allentati i vincoli per importare automobili sudcoreane nel territorio UE, specialmente in tema di sicurezza, che invece i produttori europei sono comunque tenuti a rispettare.
Ma il principale timore è un altro: che la Corea del Sud diventi un’autostrada verso l’Europa per le merci cinesi, che, passando da Seoul, arriverebbero da noi evitando i nostri salatissimi dazi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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